cubaycuba.net / Storia e personalità / Storia   / Storia di Cuba - Capitolo V
"Gli anni '40"
II guerra mondiale, i Governi Autentici, il colpo di Stato del '52





 

 

  

Cuba e la Seconda guerra Mondiale

Il nuovo governo si instaurò al potere il 10 ottobre 1940. Iniziava in questo modo una tappa di normalità costituzionale, in cui la caratteristica principale fu il predominio delle istituzioni civili, in luogo del militarismo reazionario che caratterizzò la fase precedente.
Un anno prima era iniziata la seconda guerra mondiale, e il governo costituzionale di Batista operò in un clima di collaborazione delle forze democratiche e antifasciste del mondo contro la minaccia del nazi-fascismo, che si riflettè anche all'interno di Cuba. Anche se l'esercito cubano non partecipò sui campi di battaglia, il paese diede alla lotta parte della sua produzione industriale, soprattutto zucchero, differenti aiuti materiali, la solidarietà politica e morale del popolo e la partecipazione volontaria di un certo numero di cubani negli eserciti alleati. Due giovani, Enrique Vilar e Aldo Vivó, caddero combattendo nelle fila dell'Armata Rossa. Inoltre, Cuba soffrì anche direttamente alcune conseguenze: i sottomarini nazisti di stanza nelle acque dell'Oceano Atlantico e del Mar dei Caraibi, affondarono diverse navi mercantili cubane, causando decine di morti. Una spia nazista implicata in questi attacchi, Heinz August Luning, fu arrestato e fucilato all'Avana nel 1942. La modesta marina da guerra cubana affondò un sottomarino tedesco.
Il popolo cubano contribuì con grandi sacrifici alla guerra antifascista. Per dirigere questa campagna, nacque un Comitato Nazionale Antifascista ampiamente rappresentativo e con ramificazioni in tutto il paese. Il movimento operaio rinunciò transitoriamente agli scioperi e alle manifestazioni che ostacolassero la produzione e i servizi. Più di 250 mila giovani si iscrissero al Servizio Militare Generale e migliaia di cittadini si offrirono volontari per combattere sui campi di battaglia. Nel quadro della lotta antifascista, si stabilirono per la prima volta, relazioni diplomatiche con l'Unione Sovietica.

 


Auge del movimento di massa

Nel periodo compreso tra il 1940 e il 1946, si sviluppò un ampio, solido e combattivo movimento di massa. La CTC (Centrale dei lavoratori cubani), che quando fu fondata nel 1939 era composta da 790 organizzazioni con poco più di 220 mila membri, raggiunge sei anni dopo le 1200 organizzazioni con più di mezzo milione di lavoratori. La Federación Nacional de Trabajadores Azucareros passò da 78 sindacati con 5393 iscritti a più di 250 sindacati con oltre 200 mila iscritti. In questi anni,raggiunsero il massimo successo le manifestazioni in occasione del 1° Maggio, con la partecipazione di centinaia di migliaia di lavoratori. La CTC e i sindacati ottennero aumenti salariali per circa 500 milioni di pesos tra il '40 e il '44, che significò un aumento del 108% di fronte ad un aumento dell'84% del costo della vita. Fu aumentato sostanzialmente il salario minimo e si ottenne il pagamento di un sussidio ai lavoratori portuali che erano inattivi a causa della guerra. In questi anni aumentò l'influenza e l'autorità della CTC e dei comunisti cubani. Il Partido Unión Revolucionaria Comunista (che nel 1944 cambia il suo nome in Partito Socialista Popolare) passò dai 97.944 voti nelle elezioni del'39 a 200.000 in quelle del '46. Giunse ad ottenere 10 seggi alla Camera, 3 al senato, 147 consiglieri comunali e 2 sindaci. Oltre a un Ministro Senza Portafoglio nel Gabinetto di Guerra.
Parallelamente si sviluppò anche un forte movimento della gioventù e delle donne e nacque l'Asociación Nacional Campesina, che promosse grandi lotte per le rivendicazioni dei contadini lavoratori.

 

Discredito del Governo

Malgrado alcuni risultati, rimasero i problemi di sempre: subordinazione agli interessi dell'imperialismo (anche se attenuata dalla lotta comune contro il fascismo), sottosviluppo, corruzione amministrativa, carestia, discriminazione razziale e di genere, analfabetismo ecc... Uno dei problemi più sentiti fu l'aumento eccessivo dei prezzi dei generi di prima necessità. La guerra provocò una grave penuria di materie prime con la conseguente speculazione da parte dei grandi commercianti e degli intermediari.
Venne revocata l'approvazione da parte del parlamento della Legge di Bilancio (l'ultima approvazione fu nel 1938), per cui si abusava di continuo dei crediti e dei bilanci straordinari. I crediti per acquedotti, fognature, materiale chirurgico e sanitario, ospedali, non arrivavano quasi mai a destinazione; i casi di tubercolosi, sifilide, paludismo intestinale e altre malattie si moltiplicarono. La maggioranza delle leggi che sarebbero dovute nascere dalla Costituzione non furono approvate, rendendo il testo di questa lettera morta. Nelle Università si diffuse il fenomeno del bonche (dall'inglese bunch che significa banda, grappolo): bande di giovani immatricolate ufficialmente all'Università o negli Istituti Superiori, ottenevano con le minacce voti senza studiare, posti di lavoro in cui venivano pagati senza lavorare, ricompense economiche e altri privilegi. Il bonchismo ebbe le sue origini nel terrorismo indiscriminato e la pratica di condannare senza processo i criminali machadisti, dopo l'agosto 1933. Dopo il 1938, esso provocò un numero impressionante di attentati e assassinii tra studenti, professori e militanti di sinistra.

 

Elezioni del 1944. trionfo di Grau San Martín

Il 1 giugno 1944 si andò alle urne. Si presentarono due grandi blocchi elettorali: la Coalición Socialista Democratica (CSD) governativa che presentò come candidato Carlos Saladrigas, leader del Partido Demócrata, e la Alianza Auténtico-Republicana, di opposizione che presentò Grau San Martín. Saladrigas non era ben visto da alcuni settori dello stesso governo: era  troppo conservatore ed impopolare. Grau al contrario, poteva contare sull'appoggio unanime dell'opposizione e perfino degli scontenti del blocco governativo. Il sistema di voto fu decisivo: il Presidente e il Vicepresidente vennero eletti a suffragio diretto e gli elettori potevano votare per i Rappresentanti un partito e per il Presidente un altro.
Questo procedimento, permise ai liberali nemici di Saladrigas di votare per i partiti governativi alla Camera e al Senato e votare Grau per la presidenza. Così Grau stravinse le elezioni presidenziali e la Coalición ottenne la maggioranza al Congresso.

I governi autentici

Il 10 ottobre 1944, con l'instaurazione di Grau, iniziò il periodo di governo del Partido Revolucionario Cubano (Auténtico) con due presidenze, quella di Grau San Martín (1944-1948) e quella di Carlos Prío Socarrás (1948-1952).
Nei primi due anni di governo, l'amministrazione adottò misure favorevoli allo sviluppo indipendente del paese e al miglioramento delle condizioni di vita del popolo, soprattutto dei lavoratori. Avendo come obiettivo l'industrializzazione, il governo approvò vari decreti che facilitavano l'entrata nel paese di mezzi di produzione e materie prime destinate alle industrie sorte durante la guerra.
Si ebbero apprezzabili aumenti della produzione di scarpe, tessuti, alcool, birra, prodotti del caucciù, farmaci, conserve di frutta e altri. Naturalmente questa crescita fu facilitata dalla congiuntura del dopoguerra che provocò l'aumento della domanda interna e diminuì la pressione esercitata tradizionalmente dalla concorrenza nordamericana.
Per la necessità di ampliare la rete stradale e di costruire scuole sulle montagne per eliminare l'analfabetismo, si elaborò un piano di opere pubbliche per un importo di circa 330 milioni di pesos. Grau eliminò alcune tasse e ne ridusse altre; proibì per decreto l'aumento degli affitti e lo sfratto degli inquilini; stabilì sanzioni per i commercianti speculatori e fissò un salario minimo per gli impiegati pubblici. Avviò anche una riforma agraria, anche se limitata alla sospensione transitoria degli sfratti contadini.
In dicembre si tenne il IV Congresso della centrale sindacale, nella quale fu eletta una Direzione unitaria guidata da Lázaro Peña. Il governo Grau aumentò sostanzialmente il salario a vari settori lavorativi, tolse alle imprese e ai padroni la facoltà di licenziare arbitrariamente i lavoratori; regolò il lavoro a domicilio con benefici per i lavoratori; affrontò fermamente i grandi possidenti e padroni di ingenios che rifiutavano la legislazione favorevole agli operai arrivando anche a confiscare alcune imprese.
Il decreto più importante però, fu quello che impose all'amministrazione nordamericana ciò che venne chiamato diferencial azucarero. Nella zafra (raccolta della canna da zucchero) del 1945, il governo cubano destinò 250.000 tonnellate di zucchero all'esportazione verso i paesi dell'America Latina a un prezzo di quasi 7 cts. la libbra, molto di più di ciò che pagavano gli Stati Uniti (3,67 cts.). La differenza tra i due prezzi (il "diferencial"), che ammontava a circa 40 milioni di pesos, fu utilizzata per comprare prodotti alimentari che Cuba importava e per costruire scuole rurali e altre opere pubbliche.
Si cercò di fare in modo di ottenere un diferencial tutti gli anni, affinché gli Stati Uniti aumentassero il prezzo pagato per lo zucchero cubano, in proporzione all'aumento dei prezzi dei prodotti alimentari e altri articoli di consumo che Cuba acquistava in quel paese. Grau incluse il dirigente operaio Jesús Menéndez - comunista e nero - nella delegazione cubana che a Washington doveva negoziare la vendita della zafra del 1945-46. Si giunse all'accordò di includere nel contratto di compravendita della zafra una clausola-garanzia, secondo la quale si dovevano calcolare ogni tre mesi le variazioni dei prezzi degli articoli che Cuba comprava negli Stati Uniti, per aumentare proporzionalmente il prezzo dello zucchero cubano. Il prodotto di questo diferencial (36 milioni di pesos nel 1946) venne distribuito tra i diversi partecipanti alla produzione di zucchero: operai, coloni e padroni.

La corruzione politica e amministrativa

Nel suo primo messaggio al Congresso, Grau stabilì la necessità di creare nelle finanze pubbliche due condizioni essenziali: efficacia e onestà. Il paese continuò, però, a prorogare i bilanci approvati molto tempo prima, aggiungendo ogni anno un gran numero di spese straordinarie. Quasi tutti i funzionari, politici e militari di alto rango del governo, erano immischiati in grandi affari fraudolenti. Il Ministro dell'educazione, José Manuel Alemán, dilapidò in breve tempo più di 200 milioni di Pesos, costruendosi una fortuna personale di circa 100 milioni di Pesos. Grau alla fine del suo mandato, lasciò un deficit di 68 milioni di pesos. Durante il secondo periodo di governo del PRC(A) continuò la crescita sfrenata della corruzione. Prío Socarrás, che prima del 1944 era un umile avvocato, diventò un multimilionario quando abbandonò la Presidenza.

 

Proliferazione del gangsterismo

Cominciate con il governo di Grau, e proliferate sotto quello di Prío, le organizzazioni di gangster quasi sempre adottavano nomi che potessero attrarre le masse: Unión Insurreccional Revolucionaria, Tribunal Ejecutor Revolucionario, Acción Revolucionaria Guiteras, Movimiento Socialista Revolucionario ecc... Negli anni dei governi auténticos queste bande realizzarono centinaia di atti criminali ed assassinii. Agli inizi del 1947 i pandilleros arrivarono a sparare contro il Senato della Repubblica per 'invitare' i senatori a non approvare una mozione di sfiducia al governo.

L'offensiva contro il movimento operaio

La vecchia aspirazione di controllare la direzione del movimento sindacale ed espellere i comunisti dal suo seno, fu resa possibile dalla politica di "guerra fredda" iniziata dagli Stati Uniti all'arrivo al potere del PRC a Cuba. La sconfitta del nazi-fascismo aveva trasformato il mondo: l'Europa orientale era entrata nella sfera di influenza sovietica, il sistema coloniale aveva ricevuto un duro colpo e in molti paesi si istaurarono governi indipendenti e progressisti. Gli Stati Uniti, timorosi di perdere terreno nei confronti dell'Unione Sovietica, elaborarono una politica aggressiva e al loro interno scatenarono una persecuzione spietata contro i comunisti e tutte le istituzioni e personalità progressiste. Decisero anche di schiacciare con tutti i mezzi i movimenti popolari sorti nei paesi che consideravano loro dipendenti, soprattutto in America Latina.
Nonostante all'inizio del suo mandato Grau avesse rispettato l'autorità, il prestigio e lo straordinario appoggio popolare dei leader comunisti che dirigevano la CTC e quasi tutti i sindacati, al principio del 1947 - in seguito ad una lettera del Partido Socialista Popular che denunciava l'immoralità amministrativa e le strette relazioni che il governo manteneva con  il regime di Franco in Spagna - Grau iniziò a sopprimere la democrazia sindacale e iniziò una dura politica di terrore.
Con l'aiuto dei corpi repressivi e delle "pandillas" assaltò locali operai, impose dirigenti per decreto e assassinò dirigenti sindacali, non solo comunisti, come Jesús Menéndez degli azucareros; Aracelio Iglesias dei marittimi e portuari; Miguel Fernández Roig dei tabaqueros. Il massacro si estese anche ai contadini, come Niceto Pérez e Sabino Pupo. Si crearono allora due sistemi di organizzazione parallela, da una parte, l'apparato sindacale ufficiale capeggiato da Eusebio Mujal, e dall'altra le organizzazioni non ufficiali, perseguitate a più riprese, la cui figura principale continuò ad essere Lázaro Peña. Molte conquiste della classe operaia furono cancellate. Finita la guerra, il dumping dei prodotti nordamericani produsse la chiusura totale o parziale di fabbriche, disoccupazione su vasta scala, riduzioni di salario. Anche la modernizzazione degli "ingenios" e di altre industrie, così come la rinuncia di Grau al diferencial azucarero e la riduzione della quota di zucchero cubano nel mercato USA, danneggiarono i lavoratori nel loro impiego e nel salario.

 

Il Piano Truslow

Prío invitò un gruppo di esperti nordamericani per studiare i problemi dell'economia cubana. Rispondendo a questa richiesta, il Banco Internacional de reconstrucción y Fomento (BIRF) inviò nell'Isola una delegazione di 17 membri, capeggiati da Francis Adams Truslow. Tra agosto e ottobre del 1950, la Commissione Truslow analizzò la situazione economica di Cuba, e nel luglio '51 elaborò una relazione. Questo documento offriva un quadro reale del ritardo economico e tecnico che aveva Cuba e proponeva una serie di misure di tipo economico, finanziario e sociale. Alcune di queste misure (dipendere meno dallo zucchero, ampliare l'industria di derivati di questo prodotto, stimolare il turismo, migliorare le vie di comunicazione, fare riforme di bilancio e riforme tributarie) avrebbero potuto contribuire a risanare l'amministrazione e migliorare l'efficienza economica. Tuttavia non si proponevano misure fondamentali quali la realizzazione di una riforma agraria, la diversificazione della produzione e lo sviluppo dell'industria nazionale, la creazione di una marina mercantile nazionale, la ricerca di nuovi e vantaggiosi mercati. Si invitava invece il governo cubano a continuare una politica di forte dipendenza dagli Stati Uniti: ridurre imposte e esentare dal pagamento dei diritti doganali i nuovi investitori; fornire capitali all'industria privata attraverso il BIRF; revisionare la Ley de Minas  a beneficio delle imprese straniere; ridurre i salari in generale e dei lavoratori dello zucchero in particolare; semplificare il licenziamento dei lavoratori.
Malgrado l'appoggio dei dirigenti ufficiali della CTC, la lotta di massa dei lavoratori impedì che Prío applicasse il Piano Truslow sotto il suo mandato. I governi "auténticos", malgrado le prese di posizione nazionaliste e le dichiarazioni contro le tirannie dell'America Latina, seguivano i disegni di Washington. Il costo della vita aumentò enormemente. Per far tacere le continue proteste popolari, si commisero gravi abusi contro le libertà e i diritti dei cittadini, con la proibizione di manifestazioni, la chiusura temporale o definitiva di giornali e emittenti radiofoniche, assalti a locali dei partiti politici e altre organizzazioni di opposizione, creazione di nuovi apparati repressivi come il Grupo de Represión de Actividade Subversivas (GRASS); la continua persecuzione del Partido Socialista Popular, e ripetuti tentativi di metterlo fuori legge; persecuzione e anche assassinio non solo di oppositori ma, anche di altre personalità la cui attività si scontrava con gli interessi di determinate fazioni politiche o bande.

 

Leggi complementari alla Costituzione

Prío Socarrás  annunciò una politica di nuevos rumbos  che contemplava l'approvazione di una serie di leggi complementari alla Costituzione del 1940. Tra queste una legge di riforma agraria che non affrontò nessuno dei problemi della campagna cubana. Un'altra delle misure di maggior spicco, fu la creazione del Banco Nacional de Cuba, che iniziò  a operare nel 1950. In questo stesso anno venne creato il Banco de Fomento Agricola e Industrial de Cuba, che favorì fondamentalmente i grandi proprietari rurali. Un'altra legge richiesta dal popolo fu quella che creò il Tribunal de Cuentas, che però non si sarebbe stabilito fino al 1952.

Il Partido del Pueblo Cubano (Ortodoxo)

Dall'inizio del governo "autentico" all'interno della direzione del PRC(A) si manifestarono due tendenze: una difendeva i postulati nazionalisti e democratici originali del Programa del Partido, l'altra era invece decisa ad avvalersi dei privilegi del potere. Le contraddizioni si accentuarono a partire dal 1946. Il 27 novembre, il dirigente "auténtico" Manuel Bisbé, accusò Grau di corruzione. In dicembre, cinque senatori e nove rappresentanti "auténticos" si accordarono per agire uniti nel seno del PRC(A), sotto la direzione di Eduardo Chibás, veterano del partito. Il 15 maggio 1947 si produsse la scissione, con l'approvazione delle basi di una nuova organizzazione politica che prese il nome di Partido del Pueblo Cubano (Ortodoxo). I punti principali del Programa Ortodoxo erano: indipendenza economica, industrializzazione, diversificazione agricola, nazionalizzazione dei principali servizi pubblici, creazione di un sistema bancario, controllo della produzione e delle esportazioni da parte dello Stato, fine della discriminazione razziale, miglioramento del livello di vita, eliminazione delle bande, moralità amministrativa ed equilibrio delle classi sociali.
Conoscendo l'impossibilità per i comunisti o altre forze di sinistra di accedere al potere nelle condizioni di guerra fredda e di maccartismo, Chibás confidava di poter sviluppare un movimento indipendente, che in poco tempo ottenesse l'appoggio della grande maggioranza della gente, senza necessità di alleanze con altri partiti. Da ciò il suo rifiuto assoluto ad alleanze e patti elettorali. Tuttavia il PPC(O) aprì le sue porte a chiunque volesse entrare nelle sue fila, indipendentemente dalle correnti ideologiche. La composizione del nuovo partito fu molto eterogenea: vecchi militanti comunisti, leader nazional-rivoluzionari o nazional-rifomisti, liberi pensatori e giovani; ma c'erano anche possidenti e borghesi reazionari, e rappresentanti dell'ala più conservatrice della Chiesa Cattolica.
Le polemiche tra Chibás e i comunisti furono a volte molto accese , ma vigeva un generale accordo sulla denuncia dei mali di cui soffriva Cuba. Tra i partiti politici cubani, l'unica opposizione seria ed effettiva contro la nefasta amministrazione "auténtica" era quella che facevano i comunisti e gli ortodoxos. Chibás mise al centro della sua campagna politica la lotta contro l'immoralità amministrativa: il suo simbolo era una scopa per spazzare via i malversatori. Fu così che il PPC(O) diventò in un grande partito di massa. Nelle elezioni del 1950, Chibás ottenne un seggio al senato per la provincia dell'Avana, con più di 200.000 preferenze, il massimo suffragio mai ottenuto da un candidato. Impegnato nella sua denuncia contro la malversazione ed ogni altra immoralità del governo, accusò pubblicamente uno dei suoi esponenti, Aureliano Sánchez Arango, e promise di fornire le prove concrete delle sue accuse in un programma radiofonico che trasmetteva tutte le domeniche. Tuttavia non riuscì ad ottenere le prove che sperava di ottenere e il giorno annunciato per le rivelazioni, pronunciò un breve ed emotivo discorso, al termine del quale si suicidò in diretta.

 

Il colpo militare del 10 marzo 1952

Iniziò la campagna elettorale in vista delle elezioni del 1° giugno 1952. Il PRC(A) presentòcome candidato l'ingegnere Carlos Hevia; il Partido Acción Unitaria, Fulgencio Batista e il PPC(O), Roberto Agramonte, conservatore, che raccolse l'eredità di Chibás. Tutti i sondaggi davano vincitore Agramonte; tuttavia Batista  il 10 marzo 1952, appoggiato dagli Stati Uniti, dall'oligarchia cubana e dal settore più reazionario dei militari, decise di ottenere il potere con un colpo di stato. Il governo auténtico non seppe reagire e Prío Socarrás fuggì all'estero.

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