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Cristoforo Colombo

Un'antica mappa di Cuba
Diego Velázquez

Hatuey |
La sera del 27 ottobre 1492 Cristoforo Colombo avvistò le coste
di Cuba ed il giorno seguente sbarcò presso Bariay, nella parte
orientale dell'isola. Colombo credeva di essere arrivato nell'estremo
oriente asiatico e chiedeva a tutti gli indigeni che incontrava dove
si trovassero il regno di Cathay, la città dove governasse il
Gran Khan e le immense ricchezze descritte da Marco Polo ne "Il
Milione".
Gli avventurieri spagnoli rimasero sorpresi di fronte a gente che fumava
il tabacco, ad una fauna ed una vegetazione assolutamente sconosciuta,
ad usi e costumi che non vedevano nella nudità un qualcosa da
nascondere o di cui vergognarsi.
Nella primavera del 1494 Colombo tornò a Cuba e questa volta
sbarcò a Guantanamo, vicino Santiago de Cuba, per poi risalire
la costa verso occidente sino all'Isla de los Pinos. Nel 1498 e nel
1502 il grande navigatore genovese effettuò altri due viaggi
nel nuovo continente, prima di morire tra l'indifferenza generale a
Valladolid il 20 maggio 1506.
Per circa vent'anni Cuba non fu al centro dell'attenzione dei conquistadores
spagnoli, in quanto la vicina Santo Domingo sembrava essere molto più
ospitale e ricca di materie prime. Nel 1510, però, Diego Velázquez
fu incaricato di addentrarsi nell'interno dell'isola per scoprire se
si nascondessero dei giacimenti auriferi. Iniziò così
la 'pacificazione', così gli spagnoli chiamavano l'impossessarsi
delle terre degli aborigeni, di Cuba. In oriente un gruppo nutrito di
indigeni, guidato da Hatuey, si oppose a Velázquez, che nel giro
di pochi mesi ebbe ragione dei nativi e, dopo aver fatto giustiziare
Hatuey, fondò (nel 1515) il primo insediamento nella regione
di Baracoa, cui fu dato il nome di Nuestra Señora de la Asunción.
Con la collaborazione di Pánfilo de Narváez, nel giro
di soli quattro anni venne portata a termine l'occupazione dell'intera
isola. Potevano così iniziare l'insediamento umano e lo sterminio
degli indigeni. |