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Storia e Personalità - Storia: Approfondimenti
Indice approf. |Rivoluzione 1868 | Occupazione yanqui | Inizio XX sec. | La Costituzione del 1940|
|Cronologia della Rivoluzione | 1° Gennaio 2002 | La spedizione del Granma | La Marcha de las Antorchas|
L'occupazione yanqui

Nell'aprile del 1898, con la scusa dell'esplosione di una nave ancorata nella baia dell'Avana, gli Stati Uniti dichiararono guerra a Cuba. La Spagna, già stremata per la prolungata guerra contro gli insorti cubani e ormai in procinto di capitolare, resistette solo pochi mesi all'attacco congiunto delle truppe "mambisas" e "yanqui". L'11 agosto dello stesso anno furono sospese le ostilità e il 10 dicembre, a Parigi, venne firmato il Trattato di Pace. I cubani che avevano lottato per la loro indipendenza, pagando un contributo di centinaia di migliaiaia di morti, furono estromessi dalle trattative di pace, e gli yanquis che erano intervenuti quando già la guerra volgeva al termine e a favore degli insorti, divennero padroni dell'Isola.
Il 1° gennaio del 1899 il governo dell'Isola passò dagli spagnoli agli Stati Uniti. Quando il primo Governatore nordamericano, il generale John R. Brooke, occupò ufficialmente il governo dell'isola, gli USA videro materializzarsi una delle sue più care e vecchie ambizioni: consideravano infatti la Grande Antilla vitale per la loro strategia economica, politica e militare. Tuttavia, in quel momento non era ancora stato decisa la forma in cui avrebbe esercitato il suo dominio. Pretendere di annettersi l'isola, incontrava seri ostacoli tanto a Cuba come in patria. Non mancavano nel paese occupato sostenitori dell'annessione, tuttavia eventuali passi in questa direzione si sarebbero inevitabilmente scontrati con l'aspra resistenza delle forze patriottiche. D'altra parte, c'era un'opposizione molto forte ai progetti annessionisti dentro agli stessi Stati Uniti. L'eroica lotta del popolo cubano si era guadagnata la simpatia di ampi settori della società statunitense, che chiedevano che venisse rispettata la Risoluzione dell'11 aprile del '98 che dichiarava che Cuba doveva essere libera e indipendente. Inoltre, una parte influente delle stesse classi più agiate, come i produttori di zucchero e di tabacco, vedevano nell'annessione un grave pericolo per i loro interessi per la concorrenza che i prodotti cubani avrebbero potuto esercitare a loro discapito. La lotta tra questi fattori provocò indecisioni nel governo che non potè fissare a priori lo status succesivo di Cuba nè la durata stessa dell'occupazione.
Ma, indipendentemente dalla forma di dominazione che sarebbeo poi stata adottata (annessione o protettorato), gli USA avevano ostacoli più importanti da superare, e iniziarono a sbarazzarsi di questi. Il Governatore Brooke strinse rapidamente relazioni con i settori della popolazione che avrebbero potuto divenire suoi alleati: la grande borghesia zuccheriera, commercianti importatori, latifondisti, alto clero ed anche intelletuali di tendenza conservatrice, che si mostravano propensi alla tutela yanqui. Senza consultare minimamente il popolo cubano nè le sue istituzioni, Brooke organizzò un governo civile; divise l'isola in sette dipartimenti diretti da governatori nordamericani; nominò i governatori civili nelle province, così come i sindaci e i consiglieri nei municipi, e addirittura mantenne nelle loro cariche molti funzionari del governo coloniale spagnolo. Inoltre ordinò il disarmo generale della popolazione, e trascurando l'esercito "mambì", creò un corpo repressivo, la Guardia Rural, e una polizia municipale, entrambe al servizio degli occupanti. La rural sarà, a partire da allora, il più geloso guardiano degli interessi della gran borghesia zuccheriera e dei latifondisti.
L'amministrazione nordamericana costituì anche il Potere Giudiziario, mantenendo gli stessi codici, civile e penale, del precedente governo coloniale spagnolo. D'altronde, ancora prima di assumere ufficialmente il governo del paese gli occupanti avevano manovrato per disfarsi dei tre organismi rappresentativi della nazione cubana: il Partito Rivoluzionario Cubano, l'Ejercito Libertador e l'Assemblea dei Rappresentanti del Popolo cubano in armi (comunemente chiamata Assemblea de Santa Cruz o Assemblea del Cerro, dai luoghi dove si era riunita).
Il governo d'occupazione utilizzò tutti i mezzi per liberarsi di loro, cosa che ottenne già nel primo semestre del 1899. Il primo che riuscì ad eliminare fu il Partito Rivoluzionario Cubano: Tomàs Estrada Palma, che assunse la carica di Delegato dopo la morte di Martì e che aveva già ridotto i compiti di questa organizzazione alla raccolta di fondi e alla preparazione di spedizioni, privandola di tutte le funzioni politiche, finita la guerra reputò che questi compiti non avevano più ragione di esistere e, nel dicembre del 1898, sciolse il Partito. Nonostante la patria non fosse ancora nè indipendente nè una repubblica democratica (i due obiettivi di base del Partito), Estrada Palma, che ammirava il modo di vita yanqui e non riconosceva al popolo cubano la capacità di autogovernarsi, spiegò la dissoluzione adducendo che già si erano ottenuti i fini per i quali era stato creato il Partito. Spariva così uno degli strumenti fondamentali sul quale il popolo contava per affrontare i propositi nordamericani. Con abili manovre, e approfittando abilmente delle contraddizioni tra i patrioti cubani, il governo occupante ottenne anche la dissoluzione dell'Ejercito Libertador e dell'Assemblea del Cerro.

La liquidazione delle tre istituzioni rappresentative del movimento nazionale liberatore facilitò agli Stati Uniti il raggiungimento dei suoi propositi di penetrazione economica e domi9nio politico. A ciò contribuì anche la disastrosa si tuazione in cui era rimasta Cuba dopo la guerra. Un censimento della popolazione fatto nel 1899 mostrò le grandi perdite che la guerra aveva signigicato per Cuba in vite umane e nella distruzione delle sue ricchezze, così come il ritardo in cui il regime coloniale aveva mantenuto l'educazione, la salute e altri aspetti importanti della vita del paese. La popolazione di Cuba era di 1.572.000 abitanti, molto inferiore a quella di quattro anni prima. Si calcola che ra il 1895 e il 1898 la perdita fu superiore alle 400.000 persone, di loro 100.000 bambini. La regione occidentale fu la più colpita, perchè li la guerra fu più intensa e la "Reconcentraciòn" più rigorosa. In questi tre anni si erano persi il 75% del bestiame; l'81% degli zuccherifici erano distrutti o semidistrutti, per questo la produzione di zucchero si ridusse alla terza parte; la produzione di tabacco non raggiunse neanche il 20% di quella del '95. L'abbandono secolare della salute pubblica e l'educazione si aggravarono durante gli anni di guerra. La febbre gialla e altre epidemie decimavano la popolazione e solo esistevano 904 scuole pubbliche in tutta l'Isola. Migliaia di persone che avevano perduto la loro casa e altre proprietà, vagavano nelle strade senza tetto e senza lavoro. Ugualmente disoccupati e senza alcun salario si trovavano la maggioranza dei combattenti dell' Ejercito Libertador. In questo quadro, molti credevano necessario l'aiuto di una nazione poderosa e prospera come gli Stati Uniti per ricostruire il paese. E anche di questa realtà, si approfittò il governo di occupazione. Con il pretesto della ricostruzione economica, si assestarono le basi del dominio assoluto del capitale nordamericano sull'economia cubana, tramite investimenti diretti in questa sfera, la strutturazione di una oligarchia nativa che sarà storicamente sua alleata e l'annullamento dell'incipiente e debole borghesia nazionale che mai aveva potuto disimpegnare un ruolo rilevante nei destini del paese. Già dagli anni 60, i legami economici tra Cuba e gli Stati Uniti si erano stretti notevolmente, in modo tale che la nazione del nord, aveva sostituito la Spagna come metropoli commerciale. Prima si produsse la concessione di crediti per la produzione dello zucchero, e a partire dagli anni 80 cominciarono gli investimenti diretti, soprattutto nell'industria dello zucchero e nelle miniere. Si calcola che nel 1895, gli Stati Uniti avevano invertito a Cuba circa 50 milioni di dollari, cifra notevole per l'epoca. Nel 1898, prima di istallarsi ufficialmente il governo d'occupazione, l' amministrazione yanqui abbasso i dazi dei prodotti nordamericani che entravano a Cuba, senza concedere lo stesso privilegio ai prodotti cubani che compravano gli Stati Uniti. Ugualmente, decretò la libera circolazione della moneta nordamericana e dispose che tutti i pagamenti si facessero con questa moneta, mentre svalutava quelle che storicamente si erano impiegate nel paese: la spagnola e la francese. Appena insediato il generale Brooke, un ondata di nordamericani invase il paese (impresari, coloni, affaristi, speculatori, ecc) per stabilirsi in un territorio che già considravano proprio. Gli indipendentisti cubani alzarono la loro voce contro la minaccia che questi fatti facevano supporre e reclamarono protezione per le ricchezze nazionali. Dentro gli Stati Uniti, per ragioni molto differenti, potenti interessi si pronunciavano contro nordamericanizzazione dell'Isola, principalmente i produttori di barbabietola e di tabacco. Mobilitando le loro forze, fecero sì che ilCongresso approvasse la cosiddetta Enmienda Foraker, che proibiva al governo d'occupazione la concessione di privilegi agli investitori nordamericani a Cuba durante l'occupazione. Tuttavia, le autorità yanqui, valendosi di sotterfugi, violarono reiteratemente quella proibizione. L'interesse principale si rivolse alla produzione zuccheriera, tenendo in conto le facilitazioni che il suolo cubano offriva per il suo sviluppo, l'esperienza dell'Isola in questo campo, le sue prospettive commerciali e la possibilità che dava di controllare il mercato mondiale dello zucchero. Per qusto, malgrado la Enmienda Foraker, si ampiarono notevolmente le proprietà di imprese nordamericane come la United Fruit Co. E apparvero altre nuove come la Cuban Company, la McCAnn Sugar Refinery, la gramerey Sugar refinery. Molto legato alla produzione di zucchero era il sistema ferroviario, e perciò si impossessarono di una buona parte di questo, scontrandosi con le compagnie inglesi che dalla fine del secolo XIX erano padrone delle ferrovie nella regione occidentale. Lo sviluppo zuccheriero richiedeva grandi estensioni di terra, per questi si dettò l'Ordine Militare n. 62, che regolava i limiti dei poderi e delle proprietà rurali, in beneficio delle imprese nordamericane. Queste li acquisvano a bassissimo prezzo e a scapito dei contadini cubani. La crescita del latifondo yanquy fu tanto vertiginoso che che già nel 1905, circa il 10% dell'area totale di Cuba apparteneva a nordamericani. Altro esempio di violazione dell'Enmienda Foraker si trova nelle miniere en el tabacco. Si fecero concessioni minerarie tanto importanti che verso il 1902 le imprese nordamericane controllavano l'80% delle esportazioni di minerali. Il capitale yanqui penetrò impetuosamente anche nella produzione di tabacco, scalzando gli investitori inglesi che controllavano questo settore. Al termine dell'occupazione militare nel 1902, i nordamericani erano padroni della grande maggioranza delle fabbriche di sigari e sigarette. Completando le facilitazioni date agli investimenti nordamericani, il governo yanqui Rifutò di concedere crediti che evitassero la rovina dei proprietari agricoli e padroni di piccole e medie industrie, permettondo così, che molti di questi fossero spogliati delle loro terre e fabbriche da parte di imprese nordamericane. Il periodo dell'occupazione segnò il modello dello sviluppo economico nei decenni successivi,caratterizzato dalla dipendenza totale rispetto agli Stati Uniti; la deformazione di una economia basata praticamente nella monoproduzione, monoesportazione e l'importazione di materie prime e prodotti manufatturati a prezzi alti. Le aspirazioni di annettersi Cuba come uno stato in più degli Stati Uniti o anche di convertirla in un protettorato, obbligavano gli occupanti a adottare una serie di misure in relazione alla salute pubblica, l'educazione e altre sfere della società. Però queste misure non corrispondevano a un piano coerente e sistematico diretto alla soluzione dei problemi del paese, ma agli obiettivi di dominazione e all'interesse di dare una immagine favorevole dell'occupazione militare. Così, per convenienza delle truppe di occupazione si creò il Dipartimento di Sanità fino al livello municipale, portando avanti un lavoro di igienizzazione generale e di lotta contro malattie endemiche che provocavano alti tassi di mortalòità, in primo luogo la febbre gialla. Già dagli anni ' 80, un medico cubano, Carlos J. Finlay, sosteneva la tesi che l'agente portatore di questa malattia era la zanzara aëdes aëgypty. Quando il governo d'occupazione organizzò un gruppo di scienziati per studiare e combattere le cause di questo male, le autorità respinsero inizialmente questa tesi: però alla fine, con la ccoperazione di vari scienziati cubani e nordamericani, si comprovò che Finlay aveva ragione. Anche se la prepotenza di alcune autorità yanquys cercò di carpire questa gloria all'illustre medico e patriota cubano, il suo grande merito è stato riconosciuto mondialmente. Anche nella sfera dell'educazione pubblica, totalmente trascurata dalla Spagna, si ebbero progressi importanti. Il governo d'occupazione era interessato a ottenere la necessaria preparazione delle forze del lavoro manuale e intellettuale di cui le imprese nordamericane e la oligarchia avevano bisogno per un migliore sfruttamento del paese. Con questo fine si riorganizzò il sistema scolastico a tutti i livelli, aumentò di quasi quattro volte il numero delle scuole primarie, si rese obbligatoria la frequenza dai 6 ai 14 anni e si stabilì un sistema di quallificazione per i maestri. Questa politica educazionale aveva, inoltre, il proposito dipolicitizzare i maestri e le giovani generazioni di cubani a favore del modo di vita e degli interessi degli Stati Uniti. Il Sovrintendente Generale delle Scuole, Alexis E. Frye, era nordamericano, così come il gruppo di pedagoghi che venne con lui. Nordamericani erano anche i primi testi scolastici e i maestri cubani dovevano passare corsi intensivi negli Stati Uniti. Si cercò perfino di portare maestri dagli Stati Uniti per la scuola cubana, idea che non fu possibile realizzare per il rifiuto del magisterio e di prominenti personalità di Cuba. Resistenza popolare e movimento operaio Le misure e le posizioni antinazionali che adottò il governo d'accupazione cincontrarono il rifiuto attivo delle classi e dei settori interessati a ottenere la sovranità assoluta di Cuba nel minor tempo possibile. Alla testa della resistenza stavano alcuni rappresentanti dei "mambì", tra loro vari generali e altri integranti dell'Ejercito Libertador, così come dirigenti dell'emigrazione rivoluzionaria, i settori più radicali dei ceti medi, il movimento operaio e alcuni rappresentanti isolati della debole borghesia nazionale. Si manifestò una forte critica ai termini in cui fu redatto il Trattato di Parigi, il quale escluse l'Isola dei Pini dal territorio di Cuba e non limitava il tempo dell'occupazione del paese da parte delle truppe yanquis.si condannò la campagna annessionista, l'eliminazione degli organismi rappresentativi della nazione, le concessioni agli impresari nordamericani, l'ipocrisia yanqui per ciò che riguardava il suo "umanesimo" e le sue "buone intenzioni", l'accesso degli autonomisti al governo e l' assenza di operai nelle cariche pubbliche. Particolare significato ebbe la protesta generale contro il tentativo di sostituire i militari con un governo civile nordamericano, che significava consolidare e prolungare l' occupazione. Per esprimere questi sentimenti nazionali, si organizzavano, contro la volontà delle autorità yanquis, i cosiddetti atti patriottici; la denuncia nei giornali nazionalisti; e soprattutto l'organizzazione di club patriottici e altre organizzazioni in molti luoghi dell'Isola per riunire i membri del disciolto Ejercito Mambì e tutti gli indipendentisti. Si spiegò un forte movimento per creare un partito di ampia base nazionalista, e si richiese la convocazione di un Assemblea Costituente. Nel febbraio del'99, l'intellettuale e combattente dell'emigrazione rivoluzionaria Diego Vicente Tejera, fondò il Partito Socialista, la prima organizzazione politica della classe operaia a Cuba. Anche se di carattere utopista, riunì un crescente numero di operai, compreso molti emigrati che erano tornati, fece suo l'ideale di Martì, e costituì uno strumento di lotta per la piena uguaglianza di tutti i cubani, per l'indipendenza della patria e contro tutte le misure che cercavano di ridurre la sua sovranità. Però il Partito si scontrò con una forte opposizione. Le classi oligarchiche erano contrarie all'esistenza di un partito operaio; la maggior parte della stampa borghese e varie personalità politiche di prestigio allegavano che l' esistenza di questo partito attentava all'unità della nazione di fronte all' occupazione straniera, e gli anarchici lo combattevano,perchè rifiutavano tutte le azioni politiche. Di modo che, durò solo pochi mesi. Un secondo tentativo di Tejera, il Partito Popolare Cubano, nel 1900, ebbe egual sorte. Maggior successo ebbero corporazioni e altre organizzazioni operaie. La fine della dominazione spagnola e il ritoeno di molti emigrati e dirigenti proletari dell'emigrazione, produssero una riattivazione del movimento operaiao. Aprono le loro porte i circoli operai; si creano corporazioni, cooperative, centri di artigiani, associazioni di mestieri e una organizzazione nazionale: la Lega Hgenerale dei Lavoratori Cubani, un embrione di centrale sindacale. La Lega pubblicò un giornale, ¡Alerta!, con il quale non solo difese gli interessi specifici della classe operaia, ma denunciò anche la politica antinazionale degli occupanti, la penetrazione e il dominio dei monopoli yanquys, i tentativi di annessione, la "politiquerìa" e la sottomissione agli Stati Uniti di molti cubani. Allo stesso tempo, esigeva la cessazione della discriminazione dell'operaio nativo e della donna, esigeva il rispetto alle tradizioni "mambìsas" e la realizzazione degli ideali martiani, chiamava gli operai e i contadini a unirsi contro i trusts stranieri e gli sfruttatori nazionali e a lottare per un regime socialista. La lega diresse numerose azioni operaie in differenti luoghi del paese durante l'occupazione, come per esempio, l'importante sciopero dei lavoratori della costruzione nell'agosto e settembre del 1899, che fu brutalmente repressa dalle autorità. Verso la "Repùblica Mediatizada" (la Repubblica Vassalla) Nel 1899 di fronte all'energica opposizione ai piani annessionistici che si manifesta tanto a Cuba come negli Stati Uniti, il Segretario alla Guerra USA si vede obbligato a dare assicurazioni in quanto alla provvisorietà dell 'occupazione, e annuncia che si realizzeranno elezioni municipali, che si convocherà un'Assemblea Costituente e che, dopo un'elezione generale, si consegnerà il potere ai cubani. Allo stesso tempo, il Presidente McKinley parla dei vincoli che dovranno esistere tra le due nazioni. Evidentemente, l 'amministrazione statunitense si è decisa già di ammettere che Cuba abbia formalmente un proprio governo, però manipolato tatalmente de Washington. Per portare atermine la transizione è nominato Governatore Militare di Cuba il generale Leonard Wood, in sostituzione di Brooke. Già prima di questa data -dicembre 1899- erano sorti alcuni partiti politici, con la mira di riempire il vuoto lasciato dalla scomparsa degli organismi ufficiali che rappresentavano la nazione cubana. I più influenti si creano nel 1900. Sono: il Partido Nacional Cubano, molto eterogeneo anche se predominano settori borghesi con certa aspirazione nazionalista; i partiti Republicano Federal de Las Villas e Republicano Federal de La Habana, che contavano con alcune personalità radicali provenienti dalle fila dei Mambises; e il Partido Uniòn Democràtica, al quale aderirono i principali personaggi dell'autonomismo e che rappresentavano la maggior sottomissione agli Stati Uniti. Il 16 giugno si realizzano le prime elezioni, per eleggere per il periodo di un anno i sindaci, tesorieri e giudici dei 110 municipi del paese. Il suffragio è limitato: solo voteranno i cubani maggiori di 21 anni che sappiano leggere e scrivere e che abbiano proprietà del valore di non meno di 250 pesos (dollari). Ai membri del disciolto Ejercito Libertador non non si richiederanno queste due ultime condizioni. Hanno diritto al voto anche i sudditi spagnoli che abbiano rinunciato alla loro condizione di spagnoli. Le limitazione al voto provocano che dei 417.993 cittadini maschi in età elettorale, secondo il censimento del 1899, solo 150.648 avranno il diritto al voto, cioè il 36%. In più erano escluse le donne, perciò altre 359.423 persone maggiori di 21 anni non voteranno. Un anno dopo si realizzeranno nuove elezioni municipali nelle stesse condizione. Assemblea Costituente e "Enmienda Platt" Con le stesse limitazioni, il 15 settembre del 1900 si realizzano le elezioni per eleggere 31 delegati all'Asamblea Constituyente. Si debe dire che tanto alle elezioni municipali che alla Costituente, il popolo votò in maggioranza per i candidati indipendentisti, anche se tra loro c'erano dei conservatori, progressisti e perfino antichi autonomisti. Tra novembre di quest'anno e febbraio del 1901, l'Assemblea elabora e approva la prima Costituzione della Repubblica che raccoglie gran parte delle aspirazioni democratiche del popolo cubano, grazie alla presenza di un buon numero di delegati di provenienza "mambisas". Nonostante ciò, ha una serie di contraddizioni e limiti proprie dell'eterogeneità dell'Assemblea e delle posizioni non sempre conseguenti di alcuni indipendentisti. Stabilisce la forma repubblicana di governo e la sovranità di Cuba su tutte le isole e cayos adiacenti. Dà la cittadinanza cubana agli spagnoli residenti a Cuba l' 11 aprile del 1899 che si fossero iscritti come spagnoli e agli africani schiavi o emancipati che fossero. Dichiara l'uguaglianza di tutti i cubani davanti alla legge, però non si riconosce il voto alle donne. Proclama i diritti individuali e le libertà internazionalmente riconosciute, la libera professione di tutte le religioni e la separazione tra Stato e Chiesa. Fissa la composizione, struttura e funzionamento dei poteri dello Stato, così come gli obblighi e le facoltà dei suoi organismi e delle persone che esercitano quelle responsabilità politiche. Firmando questa Charta Magna, l'Assemblea compie l'obiettivo per la quale era stata convocata. Però invece di dissolversi normalmente, viene obbligata dagli Stati Uniti a combattere una nuove e diseguale battaglia, che conduce alla castrazione della sovranità nazionale. Nel febbraio del 1901, il Presidente McKinley, firma la legge di spese dell' esercito, che contiene un emendamento approvato dal Senato su proposta del congressista Orville Platt. Questo emendamento consta di 8 articoli sommamente lesivi della dignità di Cuba e alla sua sovranità. Tra l'altro proibisce al governo cubano di effettuare convegni che attentino alla indipendenza della nazione o cedano parte del territorio a governi stranieri; concede agli Stati Uniti il diritto di intervenire militarmente a Cuba quando il governo USA considri che nell'Isola siano in pericolo la vita, le proprietà o i diritti dei cittadini; omette l'Isola dei Pini e altre isole o cayos dall'area cubana; obbliga Cuba a cedere parti del suo territorio agli Stati Uniti perchè costruisca stazioni navali o carbonaie, e convalida tutti gli atti realizzati dal governo militare d'occupazione. Questo emendamento doveva essere approvato integralmente dall'Assemblea Costituente e addizionarsi come un appendice alla Costituzione della Repubblica di Cuba. La protesta contro l'Enmienda Platt fu molto vigorosa nazionalmente. La maggioranza dei Delegati si opponevano risolutamente al suo contenuto e alla sua discussione da parte dell'Assemblea. Fecero una controproposta con certe modifiche e nominarono una commissione per discutere il problema a Washington. Ma gli Stati Uniti lanciarono un ultimatum: o si approvava integralmente l'emendamento, senza il pur minimo cambiamento, o non ritireranno le truppe d'occupazone da Cuba. Di fronte a questa alternativa, l'emendamento fu approvato con uno stretto margine di 4 voti. Vari delegati che lottarono contro all'inizio, cedettero di fronte alla pressione nordamericana, dichiarando pubblicamente che lo facevano solo per evitare che si prolungasse l'occupazione straniera. Nel suo testo fondamentale, la Costituzione del 1901 dava formalmente a Cuba una repubblica democratico-borghese, rispettosa della proprietà privata e dei principali postulati della Rivoluzione Francese del 1789, e con uno status giuridico superiore a quello che aveva avuto fino a quel momento; ma, come riconoscerà lo stesso generale Wood, " a Cuba si è lasciato molto poca o nessuna indipendenza con l'Enmienda Platt, e l'unica cosa da fare ora, è cercare di annetterla". Quest'ultimo proposito, non l'ottennero mai; ma è certo che l'Isola da colonia spagnola si convertiva in semicolonia degli Stati Uniti. Prime elezioni presidenziali. Dotata Cuba di una Costituzione e garantito il controllo nordamericano della nuova repubblica, il passo successivo fu di convocare le elezioni generali per eleggere il governo repubblicano: Presidente e Vicepresi-dente della Repubblica, senatori, rappresentanti, governatori e consiglieri provinciali. La data fissata fu il 31 dicembre 1901. Il movimento di liberazione non riuscì a raggiungere l'unità e la battaglia elettorale ebbe inizio con due candidati alla Presidenza: Tomàs estrada Palma e il generale Bartolomé Masò. Il primo era stato Presidente della Repubblica in Armi (per un breve periodo) durante la Guerra dei Dieci Anni, e alla morte di Martì lo sostituì come Delegato del Partido Revolucionario Ccubano. Dubitò sempre della capacità del popolo cubano di governarsi, sostenne l'intervento degli Stati Uniti nella guerra ispano-cubana e mantenne posizioni annessioniste alle spalle di José Martì. Avvertendo che queste posizioni erano fortemente respinte dal popolo cubano e da settori influenti degli Stati Uniti, propose all'Amministrazione USA uno status con il quale Cuba continuerebbe a essere sottomessa al controllo nordamericano senza arrivare all'annessione. Da lì nacque l'Enmienda Platt. Era, perciò, il candidato favorito dagli Stati Uniti. Bartolomé Masò fu uno dei primi a prendere le armi nell'ottobre del 1868, er a tra i 12 uomini che rimasero assieme a Céspedes dopo la sconfitta di Yara, fu secondo capo dell'Ejercito Libertador nella prima guerra. Fu uno di quelli che iniziarono la seconda guerra nel febbraio del 1895, e in questo frangente fu prima Vicepresidente della Repubblica e poi Presidente. Si oppose sempre all'intervento yanqui nei problemi cubani, condannò pubblicamente l'Enmienda Platt e elaborò un oiano di governo basato nell' assoluta indipendenza di Cuba. Era visto come un grave pericolo da parte degli occupanti. Dall'inizio, la campagna elettorale mostrava il legame di Masò con il popolo, perciò il governo d'occupazione gettò tutto il suo potere in appoggio alla candidatura di Estrada Palma. Con una attitudine unilaterale e antidemocratica, negò l'ammissione nella Giunta Centrale di Scrutinio un rappresentante della coalizione di Masò, fece pressioni sui funzionari di governo perchè assecondassero e aiutassero Estrada Palma e si fece complice delle frodi che si commettevano durante la campagna elettorale. In protesta contro la parzialità yanqui e contro il monopolio di tutti i mezzi politici degli estradisti, Masò ritirò la sua candidatura, lasciando Estrada Palma come unico candidato. Rimasto senza avversari il trionfo di Estrada Palma era assicurato. Cittadino USA residente negli Stati Uniti, Estrada Palma ritornò a Cuba quattro mesi dopo le elzioni per prendere possesso della sua carica il 20 maggio del 1902. cessava in questa data l'occupazione militare e iniziava la "Republica Mediatizada".