| Rinascimento culturale d'inizio secolo
XX Con l'eredità culturale del XIX
secolo trasformata in vigorosa arma Politica da José
Martí, la Republica neocoloniale creata nel 1902 assistette
ad un rinascimento scientifico e letterario basato sulla critica alle
pratiche politiche e sociali, sull'indagine delle pecularietà cubane
e sulla protesta contro la dominazione straniera.
A questo rinascimento culturale contribuirono Enrique José Varona
e Manuel Sanguily, veterani delle guerre di liberazione del 19° secolo.
Più giovani erano invece Fernando Ortiz, etnostoriografo che studiò
la cultura negra; Ramiro Guerra, riformatore degli studi storici; Miguel
de Carrión e Carlos Loveira, romanzieri; José Manuel Poveda
e Regino Boti, poeti di ispirazione positivista, naturalista e modernista.
Una nuova generazione di intellettuali apportò, con i suoi più
autorevoli esponenti, un nuovo messaggio rivoluzionario, progressista
e marxista: Rubén
Martinez Villena, poeta, Juan Marinello con una opera diversificata
e di ispirazione martiana, María Villar Buceta, poetessa; Regino
Pedroso, che per primo inserì le problematiche del proletariato
nella poesia cubana; Nicolás
Gullén, il primo a includere elementi della cultura negra nella
letteratura cubana; Alejo Carpentier, maestro della narrativa; e molti.
Non mancarono inoltre grandi innovatori delle arti plastiche come Victor
Manuel e Eduardo Abela i quali, insieme ai grandi musicisti Amade Roldàn
e Alejandro García Caturla, distrussero la tradizione artistica
accademica e imitativa. A sua volta, lo storiografo Emilio Roig de Leuchsenring
dimostrò la falsità dell'"aiuto" imperialista
e divulgò nel popolo la conoscenza della storia della liberazione
per mezzo della Società Cubana di Studi Storici e Internazionali,
fondata nel 1940.
La Revista de Avance (1927-1930) e il Gruppo Minorista furono incubatrici
dell'opera creativa di questa generazione, la cui influenza e le opere
sono ancora vive e presenti nell'attualità. |