| Julio Antonio Mella (1903 - 1929)
Nasce all'Avana il 25 marzo 1903 da Nicanor Mella,
dominicano e Cecilia Magdalena McFartland, inglese. Fu iscritto all'anagrafe
come Nicanor McFartland. Frequentò la scuola primaria in un collegio
cattolico per stranieri, da dove fu espulso per essersi ribellato a
un castigo fisico. Terminati gli studi di scienza e lettere nell'Istituto
secondario di Pinar del Rìo cominciò a farsi conoscere
come Julio Antonio Mella. Con questo nome si iscrisse all'Università
dell'Avana alle facoltà di Diritto, Filosofia e Lettere. Nel
'22 conobbe Josè Arce, rettore dell'Università di Buenos
Aires e medico di idee progressiste e antimperialiste.
Le battaglie per la riforma universitaria scoppiarono all'inizio del
'23; Mella con i suoi compagni prese d'assalto la collina universitaria,
obbligando il presidente Zayas ad accettare la maggioranza delle richieste
studentesche. Il 23 di ottobre, organizzò il 1° Congresso
Nazionale degli Studenti al quale presero parte 128 delegati di tutto
il paese. Nel congresso Mella e il suo gruppo rivoluzionario trionfarono
sulla corrente reazionaria che si dichiarava a favore della dottrina
Monroe, del Panamericanismo stile yankee e dell'Enmienda Plat. Il 3
novembre del 1923 venne inaugurata la "Università Popolare
José Martì" sotto la direzione di Mella.
Ben presto però, i 15 insegnanti dell'Università Popolare
furono costretti a tenere le loro lezioni nei centri operai perchè
veniva loro impedito l'insegnamento all' interno dell'Università.
L'Università Popolare fu definitivamente chiusa nel '25 dal
governo di Machado, con il pretesto che era un pericoloso focolaio
di comunismo. Negli anni '23-'24, Mella creò la Lega
Antimperialista di Cubae la Lega Anticlericale:
la prima aveva come obiettivo organizzare il popolo nella lotta contro
la penetrazione straniera e risvegliare la coscienza di Cuba e dell'America
per liberarsi dallo sfruttamento coloniale imperialista, la seconda
eliminare l'influenza religiosa nell'insegnamento.
Nell'agosto del '25, come delegato del Gruppo Comunista dell'Avana,
a cui apparteneva dall'inizio del '24, fonda assieme a Carlos Baliño,
il Partito Comunista di Cuba. Mella fu eletto membro
del Comitato Centrale. In quello stesso periodo giunse all'Avana una
nave sovietica con l'obiettivo di caricare zucchero; con la scusa
che "la visita dei marinai sovietici era contro gli interessi della
società", Machado ordinò che si impedissero lo sbarco
a terra dei marinai e l'entrata della nave nel porto dell'Avana. In
seguito a proteste operaie alla nave fu permesso di ancorarsi nella
baia di Cardenas a 2/3 miglia dalla costa. Mella, di notte per evitare
la polizia, raggiunse a nuoto la nave e consegnò in segno di
solidarietà e a nome del popolo una bandiera cubana e in cambio
ne ricevette una sovietica.
Il 25 settembre 1925 Mella fu espulso dall'Università. Il pretesto
fu la richiesta di spiegazione che Mella fece a un professore che
aveva offeso sua moglie, Olivia Zaldìvar; il professore accusò
Mella davanti alla direzione universitaria che approfittò dell'occasione
per allontanarlo dall' attività rivoluzionaria studentesca.
Nonostante ciò, Mella continuò a essere il leader incontrastato
degli studenti. Il 26 novembre mentre, su invito degli studenti, stava
tenendo un discorso all'Università, la polizia cercò
di arrestarlo ma gli studenti lo impedirono. Machado fu avvertito
dell'accaduto e il giorno seguente, all'uscita del Centro Operaio
di Zulueta y Gloria, Mella fu arrestato. Lo accusarono di infrazione
della legge sugli esplosivi e sedizione. In carcere, per protesta,
iniziò uno sciopero della fame che durò 19 giorni e
in cui perse 16 chili. La protesta studentesca fu talmente forte,
che il tribunale lo condannò soltanto a 200 pesos di multa.
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Ma ormai Mella era nel mirino di Machado e, su pressione
dei compagni, accettò di espatriare. Verso la fine di gennaio
del '26, sotto falso nome si imbarcò su una nave dal porto di
Cienfuegos verso l'Honduras; passando per il Guatemala arrivò
in Messico il 9 febbraio. Qui, iniziò una nuova fase di lotta,
non solo per la sua patria, ma per l'America intera. In Messico fondò
e diresse varie organizzazioni antimperialiste, studentesche e contadine
e arrivò a essere membro del Comitato Centrale del Partito Comunista
del Messico. Al fianco dei contadini lottò per la riforma agraria.
Lottò al fianco dei minatori nei grandi scioperi e si battè
per la nazionalizzazione del petrolio.
Nel '27 partecipò al Congresso Mondiale contro l'oppressione
coloniale e l'imperialismo celebrato a Bruxelles, come rappresentante
della Lega Antimperialista delle Americhe-sezione del Messico, Salvador
e Panama, e come rappresentante della Lega Contadina Nazionale del Messico.
Attraversando la Germania aiutato dai comunisti di quel paese realizzò
il suo sogno di visitare l'URSS e partecipò al congresso dell'Internazionale
Rossa a Mosca.Alla fine del 1928 prese contatto con il Partito Nazionalista
di Cuba, proponendo una azione congiunta contro Machado, per prendere
il potere attraverso una spedizione armata, ma la delazione di un traditore
fece fallire sul nascere questa iniziativa. Il dittatore Machado temeva
fortemente l'attività del rivoluzionario Mella e diede ordine
di ucciderlo ad ogni costo.
Il 10 gennaio 1929, di notte, Julio Antonio Mella, mentre camminava
in compagnia della comunista italiana Tina Modotti,
sua inseparabile compagna, venne colpito alle spalle ed ucciso. L'assassino
materiale fu Lòpez Baliña, l'organizzatore Magriñat
e il mandante Gerardo Machado. |
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