| Oscar Lucero Moya (1928 - 1958)
Nato il 30 aprile del 1928 nel Central Miranda, da
Manuel Lucero Llul e Amparo Moya Onicuris.
Rimasto orfano di padre a tre anni si trasferì con la famiglia
a Palma Soriano e frequentò la scuola primaria nel collegio battista
El Sinai. In seguito si iscrisse al Colegio Internacional
de El Cristo e, dopo essersi trasferito a Santiago, frequentò
l'Istituto Santiago. Oscar Lucero si alternava alla presidenza
del Movimento Giovanile della Chiesa Battista con Frank
Paìs. Laureatosi in lettere nel 1955, si iscrisse all'Università
de Oriente per conseguire la laurea in Diritto. Affrontò
solo sei esami per dedicarsi a tempo pieno alla lotta politica contro
la tirannia di Batista.
Entrò nelle fila della Juventud Ortodoxa e dall'età
di 21 anni apparteneva già alla loggia massonica Prudencia
n. 2.
Fu uno dei fondatori dell'organizzazione Acciòn Libertadora,
i cui migliori elementi passarono a formare, con Frank
Paìs e Pepito Tey, il gruppo Acciòn Revolucionaria
Oriental.
Nel giugno del 1955 entrò assieme a País e al suo gruppo
nel Movimento 26 de Julio (M-26-7). Da Santiago Oscar
tornò al Central Miranda, suo luogo di nascita, dove iniziò
a lavorare come operaio e dove si mise in contatto con René Ramos
Latour che lavorava a Nicaro e che Frank Paìs aveva nominato
responsabile della zona Nord della provincia 'Oriente'.
Nel frattempo era iniziata la lotta sulla Sierra. Su indicazione di
País, Latour (Comandante Daniel) volle aprire un secondo fronte
nel nord della provincia di 'Oriente' per dividere le forze dell'esrcito
che concentravano il loro sforzo contro le truppe guerrigliere di Fidel.
L'obiettivo principale era la caserma di Miranda. Il gruppo che intraprese
questa azione era formato dal Comandante Daniel, Oscar Lucero, Raùl
Perozo, Taras Domitro, Miguel Manals e altri.
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Vittima della delazione di un delatore Oscar fu costretto
a rifugiarsi ad Holguín, dove entrò in clandestinità
con il nome di Omar. Qui pianificò una azione contro il colonnello
Fermín Cowley, capo del reggimento Calixto Garcìa
di stanza nella città e principale responsabile del massacro
degli spedizionari del "Corinthia" (una spedizione
arrivata dagli Stati Uniti, i cui componenti, scoperti, vennero trucidati)
e del "Natale di Sangue" (il giorno di Natale del 1957
in una operazione condotta da Cowley vennero catturate nelle case decine
di persone, alcune delle quali vennero subito giustiziate, mentre altre,
trascinate nelle caserme, riapparvero cadaveri nelle strade).
Cowley venne ucciso da un comando con alla testa Oscar Lucero e composto
da Carlos Borja, William Galvez e Alex Marrero.
In seguito, per ordine del Movimento, Lucero si recò all'Avana,
dove prese parte a numerose azioni, tra le quali la più sensazionale
fu il sequestro del pilota argentino Juan Manuel Fangio il 24
febbraio del 1958. Fangio, che doveva prendere parte al Gran Premio
di Cuba, fu sequestrato il giorno precedente la gara e rilasciato la
sera successiva; il rischio più grosso Fangio lo corse nel momento
del rilascio: per recuperare la figuraccia fatta, il governo voleva
ucciderlo per far ricadere la colpa sul Movimento.
Attorno al 1° maggio del 1958, Oscar Lucero venne arrestato in un
appartamento del Vedado, con Emma Montenegro. Venne consegnato a Orlando
Piedra che, assieme a Pérez Coujil e Irenaldo Garcìa,
lo sottomise a orribili torture, senza riuscire ad estorcergli una parola.
Non si sa esattamente per quanti giorni fu sottoposto al bestiale trattamento:
si pensa una ventina, perchè nella sua cella trovarono una scritta
fatta col col sangue : "vivo ancora maggio 18". Si
dice che il martire del silenzio morì il 19 maggio, nell'anniversario
della morte di José
Martí.
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