Lazaro Peña

Lazaro Peña (1911 - 1974)

Nato il 29 maggio del 1911 all'Avana. Orfano di padre a soli 10 anni, inizia a lavorare a questa giovane età per contribuire al mantenimento della famiglia.  Lavora come apprendista falegname, fabbro, muratore ed infine nella fabbrica di tabacco El Credito. Studia come autodidatta e diventa "lettore" (nelle fabbriche di tabacco, allora come oggi, mentre si lavora alla fabbricarzione dei sigari, un "lettore" legge ai suoi compagni novelle, romanzi o il quotidiano).
Per aver difeso i diritti dei suoi compagni, viene licenziato. Lo stesso gli succede alcuni mesi dopo nella fabbrica "Villamil" e in altre fabbriche rifiutano di assumerlo per la fama che ormai lo circonda. Passa dunque momenti molto duri. Il contatto con alcuni elementi del piccolo Partito Comunista gli permettono di sviluppare una forte coscienza marxista ed è con quest'arma ideologica che combatte, assieme ai suoi compagni, la dittatura di Machado.
Abbattuto Machado con il formidabile sciopero dell'agosto del 1933 (nel quale Peña si distingue per le sue grandi capacità di organizzatore nel quartiere di Luyanó), cresce straordinariamente l'ondata rivoluzionaria e cresce di conseguenza la coscienza politica e ideologica nelle masse; tuttavia il movimento subisce una seria sconfitta con il fallimento dello sciopero del marzo del1935.
Lázaro Peña viene ormai cosiderato un leader del Sindicato de Tabaqueros e occupa una carica esecutiva nella Cofederaciòn Nacional Obrera de Cuba (CNOC); è anche quadro del Partito Comunista.

 

Dopo il fallimento dello sciopero del'35, si apre una durissima e rischiosa fase di clandestinità volta a ricostruire il movimento sindacale. Il principale obiettivo da raggiungere è l'unità organica dei lavoratori e delle diverse organizzazioni, giacchè la CNOC è stata brutalmente disarticolata dalla repressione del regime, operata in particolare da Fulgencio Batista, capo dell'esercito.
Questo grande compito di riorganizzazione sindacale, mette alla prova le sue capacità. Egli dunque, coadiuvato dai suoi compagni di partito, comincia la titanica opera che culminerà nel gennaio del 1939 con la costituzione della Confederación de Trabajadores de Cuba (CTC), di cui viene eletto segretario generale.
La sua personalità oltrepassa i limiti nazionali: nel 1938 aveva già contribuito a fondare in Messico, la Confederazione dei Lavoratori dell'America
Latina (CTAL); nel 1945, in Francia, è uno dei fondatori della Federazione Sindacale Mondiale (FSM), nella cui direzione rappresentò Cuba fino alla sua morte.
Con la stessa fermezza con cui aveva difeso dal principio degli anni trenta gli interessi della classe operaia - e in generale del popolo cubano - combatte sia i governanti cubani che, nel 1947, forzano la divisione del movimento, sia la dirigenza 'fantoccio' messa dal governo a dirigere il sindacato.
Làzaro è dunque costretto all'esilio, da dove però ritorna per iscriversi di nuovo al sindacato come semplice iscritto. Non passa tuttavia molto tempo e di nuovo si ritrova di nuova alla direzione della CTC, che nel frattempo aveva recuperato forza e credibilità. Occupa diverse cariche politiche anche dopo la Rivoluzione. Già gravemente ammalato prepara il 13° Congresso Operaio. Muore l'11 marzo del 1974.