IGNACIO AGRAMONTE

IGNACIO AGRAMONTE (1841 - 1873)

Nasce a Puerto Príncipe, l’odierna Camagüey, il 23 dicembre 1841. La famiglia Agramonte non apparteneva alla classe dominante: suo padre, che fu anche reggente della cittadina, era un avvocato liberale, che aveva sempre espresso idee contro la schiavitù. Agramonte, dopo i primi anni all’Avana nel Collegio “El Salvador” diretto da José de la Luz y Caballero, a Cuba uno degli intellettuali più importanti del secolo, continua gli studi a Barcellona, nella Spagna che ancora imponeva a Cuba la sua ferrea tutela coloniale. Dopo cinque anni, durante i quali studia il latino e si appassiona delle materie umanistiche e dei testi filosofici, torna all’Avana, dove nel 1865 si laurea in giurisprudenza. Nel 1868, allo scoppio dell’insurrezione guidata da Céspedes, torna a Camagüey per partecipare alla lotta di liberazione.
Il suo apporto, soprattutto nel primo periodo, è per lo più politico: la Costituzione della repubblica è scritta da lui personalmente e viene eletto a Guáimaro come rappresentante alla Camera. Nell’aprile del 1869 accetta il grado di Mayor General del Ejercito Libertador al comando della Divisione del Camagüey e si dedica attivamente alle operazioni militari. Il problema fondamentale di Cuba è la guerra, non la politica. I reparti di cavalleria guidati da Agramonte infliggono duri colpi all’esercito spagnolo, riportando innumerevoli vittorie. Innumerevoli sono gli episodi di audacia, tra tutti si ricorda quello che venne chiamato “il riscatto di Sanguily”, quando Agramonte aveva liberato il generale Sanguily, caduto prigioniero di una colonna spagnola. L’11 maggio del 1873, dopo cinque anni di guerra e dopo aver dato un grande apporto alle idee della rivoluzione, soprattutto per ciò che concerne il problema della schiavitù, Agramonte cade nei campi di Jimaguayú ferito a morte.