| Renato Guitart Rosell (1930 - 1953)
Nato a Santiago de Cuba il 2 novembre 1930 da una
famiglia piccolo borghese.
Frequentò il Collegio 'Jaun Bautista Sagarra' fondato dalla maestra
Santiaguera María Martín, dove ricevette un'educazione
fondamentalmente laica e progressista nonostante la disciplina ferrea
e quasi militaresca. Si trasferì poi a Cárdenas, dove
frequentò per due anni il Collegio presbiteriano; ritornato a
Santiago si iscrisse alla scuola Professionale di Commercio.
Entrò in contatto con due mondi molto diversi: quello degli affaristi
e quello degli operai e del porto. Sorsero così in lui le prime
inquietudini rivoluzionarie: ascoltava le arringhe del leader del Partido
Ortodoxo Eduardo Chibás,
ed iniziò a prendere parte alle proteste contro i regimi corrotti.
Quando, il 10 marzo 1952, ci fu un golpe militare, Renato si recò
con il padre e altri cittadini alla Caserma Moncada per partecipare
attivamente alla difesa delle istituzioni, ma la truppa si era venduta
a Batista.
Cominciò così la sua attività rivoluzionaria vera
e propria: contattata la FEU (Federación Estudiantil
Universitaria), insieme a Hernando de Soto Arrufat fondò
un gruppo rivoluzionario chiamato Acción Libertadora.
In una occasione conobbe ed ospitò nella sua casa José
Antonio Echeverría (presidente della FEU che morì
poi nell'azione del 13 marzo 1957 contro il Palazzo Presidenziale).
Renato Guitart riuscì ad affiliare al suo gruppo oltre cento
giovani, che si riunivano in una tintoria e che praticavano esercizi
di tiro nelle spiagge vicine a Santiago.
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Quando all'Avana morì Rubén Batista,
primo giovane ucciso dalla dittatura batistiana,si recò nella
capitale per partecipare ai funerali e lì conobbe Fidel
Castro. Di ritorno a Santiago, riferì al padre che "...había
conocido el hombre que podía ser la salvación de Cuba...".
Renato prese parte ai preparativi per l'assalto al Cuartel Moncada:
si incontrò con Abel Santamaría
e Fernando Chenard ed affittò, poco fuori della città,
la fattoria Siboney per allestire un fittizio allevamento di
polli; su ordine di Fidel preparò i piani per l'attacco alle
caserme Moncada di Santiago e Carlos Manuel de Céspedes di Bayamo.
Gli uomini per l'attacco arrivarono tutti dalla capitale, Renato era
l'unico di Santiago. Il giorno stabilito per l'attacco una carovana
di macchine uscì dall'allevamento di polli. Gli obiettivi dell'attacco
erano tre: la Audiencia (gruppo al comando di Raúl Castro), l'ospedale
Saturnino Lora (gruppo comandato da Abel Santamaría) e la casema
Moncada (gruppo di Fidel in cui c'era Renato).
Arrivati alla porta n. 3 della caserma Renato scese gridando alle sentinelle:
"¡ Paso al General!" e, tra lo sconcerto delle
guardie, riuscì a sganciare le catene che chiudevano il passo
carraio ed entrò col primo gruppo di assaltanti; di lì
a poco cadde colpito a morte da un colpo in testa. |
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