FAUSTINO PÉREZ

Faustino Pérez

Nasce il 15 febbraio 1920 da famiglia contadina nella provincia spirituana. Alterna gli studi al lavoro nei campi nella raccolta di tabacco.
Nel 1943 emigra all’Avana per studiare medicina e, per pagarsi gli studi, trova lavoro in un laboratorio. Riesce a laurearsi, non senza grandi sacrifici, nel 1951. Il suo sogno è quello dedicarsi alla pediatria, ma Cuba cade sotto la dittatura di Batista. Aderisce al Movimiento Nacional Revolucionario, viene arrestato per la sua attività contro il tiranno e condannato a tre anni di carcere.
Nel 1955 esce dal carcere in seguito a un’amnistia. Nello stesso anno, Fidel crea il Movimiento 26 de Julio, Faustino è tra i fondatori. Va in Messico per poi tornare in patria con la spedizione del Granma.
Pochi giorni dopo lo sbarco, la spedizione viene dispersa dall’attacco delle forze della dittatura. Si ritrova solo con Fidel e Universo Sánchez. Dopo la riunificazione con i gruppi di Raúl Castro e di Almeida, Fidel lo invia all’Avana come Delegato del M. 26/7.
Riorganizza il movimento nella capitale. Dopo la sconfitta dello sciopero del 9 aprile Faustino torna sulla Sierra. Sarà responsabile dell’amministrazione civile dei territori liberati. Crea scuole, ospedali, organizzazioni contadine e raccoglie fondi per la Rivoluzione.
Dopo il trionfo rivoluzionario, alla fine del 1959 ritorna alla sierra al comando del Servizio Medico Sociale, un vecchio sogno che accarezzava dai tempi della lotta armata.
In seguito viene assegnato ad altri compiti: dirige l’Istituto delle risorse Idrauliche e poi il Partito nela sua Sancti Spiritus; lavora per l'Assemblea del Poder Popular (Parlamento); è nominato Ambasciatore a Sofia e per ultimo dirige lo Sviluppo Integrale della Cienaga di Zapata. Immerso in questo compito, lo coglie la morte.