Roberto Rodríguez Fernández,
El Vaquerito (1935 - 1958)
Nato a Sancti Spiritus il 7 luglio 1935 da Juan Rodrìguez
Garcìa, spagnolo di Tenerife, e Justa Marìa Fernàndez,
espirituana.
Frequenta la scuola primaria solo fino al terzo anno e già all'età
di otto anni lavora come mungitore e venditore di latte nella Finca
La Ceja. Ancora adolescente si trasferisce a Moròn, nel
camagüeyano, dove lavora in un bar. Si cimenta in diversi lavori:
venditore ambulante, venditore di giornali alla stazione e perfino pugile
e cartomante.
Nel frattempo a Cuba si era instaurata la dittatura di Batista e in
oriente era sbarcata la spedizione del Granma. Già dai
tempi di Chibàs
El Vaquerito simpatizzava per il Partido del Pueblo Cubano
(Ortodoxo).
All'inizio del '57 decide di raggiugere la guerriglia sulla Sierra,
ma, persosi nella montagna per 11 giorni, si reca a Manzanillo dove
contatta altri giovani che vogliono unirsi a Fidel e al principio di
maggio riesce nel suo intento.
E' Celia Sánchez a dargli il soprannome di "Vaquerito"
(piccolo cow-boy in spagnolo) dato il suo aspetto minuto in contrasto
con il suo grande sombrero. Partecipa al combattimento di Uvero; a quello
del Jigüe già come tenente capo di una squadra; ai combattimenti
di Casa de Piedra e Providencia con il Comandante Ramòn Paz.
Quando si decide la formazione di due nuove colonne per intraprendere
l'invasione da oriente a occidente, la n° 2 è affidata a
Camilo Cienfuegos,
la n° 8 al Guerrigliero Eroico, che vuole El Vaquerito tra
i suoi.
Il 21 agosto 1958, la colonna parte da El Salto e inizia un lungo percorso
che la porterà nel centro del paese, nella provincia di Villa
Clara. Durante questo tragitto si verificano molti combattimenti, nei
quali Vaquerito si mette in evidenza. Arrivati in Villa Clara,
il "Che" propone la formazione di un nuovo plotone, il Pelotòn
suicida, al comando del Vaquerito.
La prima azione del Pelotòn suicida è l'attaco
alla caserma di Fomento, seguito da quello alla caserma di Cabaiguàn.
Il plotone del Vaquerito è il primo ad entrare a Santa Clara
con l'ordine di attaccare il quartier generale della polizia. In questo
attacco Roberto Rodríguez Fernández viene colpito in testa
da una pallottola di M-1. Il medico "Che" Guevara, vista la
ferita, dice soltanto: "Ci hanno ucciso cento uomini.".
Era il 30 dicembre 1958 ultimo giorno della battaglia di Santa Clara,
determinante per la caduta della tirannia. El Vaquerito venne
nominato, post mortem, Comandante del Ejercito Rebelde.
|
|
Il "Che" lo ricorderà così:
"...della sua vita tra di noi, ricordiamo tutti la sua straordinaria
allegria, la sua giovialità ininterrotta e il modo strano di
affrontare il pericolo. El Vaquerito era straordinariamente bugiardo,
forse non aveva mai sostenuto una conversazione dove non adornasse tanto
la verità da renderla irriconoscibile. Però nelle sue
attività, fosse come messaggero nei primi tempi o come soldato
poi..." |
|