Carlos Manuel de Céspedes (1819 -
1874)
Carlos Manuel de Céspedes nacque a Bayamo il
18 aprile 1819. La sua condizione agiata gli permise di studiare nella
sua città natale, ai tempi una delle più colte dell’isola.
A ventitré anni si laureò in legge, prima di partire per
l’Europa. Di ritorno a Cuba, aprì uno studio legale e si
diede, tra le altre cose, all’attività politica.
Nel 1850 è espulso da Bayamo per aver rifiutato di brindare alla
nascita della principessa delle Asturie con il tenente governatore,
durante un ricevimento in locale dell’alta società della
città. Da Santiago de Cuba, torna brevemente a Bayamo, poi è
condotto ancora a Baracoa, Manzanillo, dove acquista una finca azucarera,
La Demajagua.
Il 10 ottobre 1868 si solleva in armi contro le dispotiche autorità
spagnole, al grido di “¡Viva Cuba libre!”.
La guerra dei dieci anni è iniziata. I suoi uomini, tra cui anche
alcuni schiavi liberati, si muovono verso oriente, verso Yara e Bayamo,
ottenendo i primi successi militari. In questi frangenti nasce anche
l’inno
cubano, composto da Perucho Figueredo.
Le operazioni militari, però, rimangono confinate alla parte
orientale di Cuba e l’esercito spagnolo, meglio attrezzato, dopo
alcune cocenti sconfitte restringe il campo delle operazioni degli insorti.
Inoltre all’interno dell’esercito mambí si hanno
dissidi e lacerazioni che minano alla base l’efficacia della guerra
di liberazione.
Céspedes perde addirittura la carica di Presidente della Repubblica
in armi. Il 27 febbraio 1874, a San Lorenzo, cadde ferito a morte. Il
corpo venne seppellito a Santiago de Cuba.
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Carlos
Manuel de Céspedes
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