| Conrado Benítez (194-1961)
Nasce a Pueblo Nuevo (Matanzas) il 19 febbraio 1942.
Fin da bambino aiuta l’economia familiare facendo piccoli lavori
domestici e il lustrascarpe. Dopo aver frequentato la scuola elementare,
trova difficoltà ad iscriversi alla media per l’opposizione
della scuola dovuta alla sua doppia condizione di “povero e negro”.
Nonostante debba continuare a lavorare per aiutare la famiglia, riesce
a superare gli esami e termina l’8° grado con due anni di
ritardo.
Si trasferisce all’Avana dove vive suo padre e frequenta il primo
anno all’Instituto de La Habana "José Martí".
L’Avana non gli piace, perciò torna a Matanzas e il 12
gennaio 1959 riprende gli studi nell’Instituto de Matanzas. Nel
frattempo a Cuba trionfa la rivoluzione e quando Fidel propone la creazione
di un corpo di Maestri Volontari, Conrado Benítez è uno
tra le migliaia di giovani che rispondono all’appello.
Aveva detto Fidel: “...abbiamo anche bisogno di maestri. Sono
necessari mille maestri che vogliano dedicarsi a insegnare ai bambini
contadini. Abbiamo bisogno che ci aiutino a migliorare l’educazione
del nostro popolo, perchè i contadini apprendano a leggere e
scrivere e diventino uomini utili per qualsiasi compito...”
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| Il primo gruppo di Maestri
Volontari parte il 12 maggio 1960 verso le falde della Sierra Maestra
e il 14 alla volta di Minas del Frío, dove i giovani frequentano
un corso per maestro.
Conrado, viene inviato alla Sierra dell’Escambray. Con l’aiuto
dei contadini prepara la piccola scuola dove insegnerà.
Nella sua scuola insegnava ad alunni con differenti livelli di preparazione.
Nelle lettere alla sua famiglia scrive:“Ho molti alunni e
credo che l’anno prossimo non rimarrà un solo analfabeta.”
Terminate le vacanze dell’anno nuovo, Conrado rientra a Santa
Clara, con una compagna, maestra in una località vicino alla
sua, si dirige alla Sierra. Il 4 gennaio si fermano in casa di un contadino
per mangiare qualcosa. Il contadino li invita a passare la notte da
lui, ma i due hanno fretta di tornare dai propri alunni. Arrivati alla
località della Maestra, anche qui i contadini suggeriscono a
Conrado che non prosegua. Però il Maestro risponde: “là
c’è la mia scuola e là vado”.
Da giorni, la banda controrivoluzionaria diretta dal tristemente noto
Osvaldo Ramírez era arrivata alla scuola di
Conrado e la aveva trasformata nel suo quartier generale. Una ventina
di contadini erano rinchiusi per impedire che la notizia si propagasse.
Nelle vicinanze si sapeva però che qualcosa non funzionava.
Conrado arriva alla sua scuola e viene catturato. Lo portano dove già
tengono prigioniero il contadino Eliodoro Rodríguez (Erineo),
combattente dell’Ejercito Rebelde e fondatore delle Milicias nacionales
Revolucionarias, entrambi vengono torturati. Il giorno seguente, il
5 gennaio 1961, alla presenza di tutti i banditi della zona, Conrado
Benítez e “Erineo” vengo impiccati a circa 6 chilometri
dalla scuola.
Conrado Benítez è il primo martire della campagna dell’alfabetizzazione.
Tratto da: “de Conrado a Manuel” di Olga
Montalván, Ediciones Unión 1994. |