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BIOTECNOLOGIE
A CUBA |
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| Una delle direzioni strategiche dello sviluppo cubano, la biotecnologia, ha confermato anche nel 2002 un ritmo ascendente: Cuba esporta prodotti per varie decine di milioni di dollari; dimostrazione del prestigio internazionale di questi prodotti sono i 200 registri sanitari approvati in 52 nazioni e le 500 patenti sollecitate in differenti Paesi. Quando poco più di venti anni venne presa la decisione di sviluppare le biotecnologie a Cuba, molti la considerarono una specie di missione impossibile. Una siffatta avventura esigeva, infatti, non solo risorse umane altamente capaci, ma anche infrastrutture tecnologiche avanzate, equipe multidisciplanari che lavorassero in modo coerente, conoscenze profonde degli aspetti legali compresi nella ricerca, sviluppo e trasferimento di tecnologie e altri requisiti in possesso di un ristretto numero di nazioni industrializzate. Il
punto di partenza fu, nel 1981, la creazione di un
piccolo gruppo multidisciplinare formato da sei ricercatori provenienti
da differenti centri, che si dedicarono allo sviluppo dell’Interferone
Leucocitario Umano, per il controllo e trattamento di malattie
virali presenti in quel momento a Cuba, quali ad esempio il dengue emorragico
tipo II e la congiuntivite emorragica acuta. Quattro anni dopo, in corrispondenza alla necessità di ampliare l’orizzonte delle ricerche e applicare le tecniche più avanzate in questo campo, venne creato il primo Centro de Ingeniería Genética y Biotecnología (CIGB) principale punto di riferimento della scienza cubana. In seguito vennero creati altri CIGB a Camaguey e a Sancti Spiritus, il Centro de Inmunología Molecular e altre istituzioni; tutti questi centri collaborano e sono integrati nei cosiddetti Poli Scientifici. Tra
i molti contributi della ricerca cubana nell'ambito delle biotecnologie
spiccano un gruppi di vaccini umani e veterinari di grande impatto economico
e sociale: in particolare il vaccino contro la meningite di
tipo B, sviluppata e commercializzata dall’Instituto
Finlay e il vaccino ricombinante antiepatite B, che
ha permesso la completa immunizzazione di tutta la popolazione cubana
minore di 20 anni. Attualmente, inoltre, si trovano ad uno stadio avanzato
i progetti di vaccino per: colera, leptospirosi,
haemophilus influenzae, cancro. Altri risultati raggiunti dalla biotecnologia, in stretta alleanza con l’ingegneria genetica, in ambito medico sono la produzione di anticorpi monoclonali con fine terapeutico in differenti tipo di cancro e malattie autoimmuni, nuove formule di interferone, il fattore di crescita epidermica, la streptochinasi ricombinante per trattare pazienti con infarto del miocardio, kits diagnostici e reattivi. In ambito veterinario uno degli esiti più importanti è senza dubbio il vaccino ricombinante contro la zecca dei bovini che si è applicato finora a oltre 600.000 esemplari e che garantisce una drastica riduzione delle malattie emoparassitarie trasmesse da questo insetto. Questo prodotto (denominato GAVAC) è stato sviluppato dal CIGB e il suo uso rappresenta per il paese un risparmio superiore ai 10 milioni di dollari annui grazie alla diminuzione di quasi il 90 % dell’importazione dei tradizionali zecchicidi. L’impatto del vaccino è notevole anche dal punto di vista ambientale, poiché con la diminuzione dei bagni zecchicidi ci sono meno sostanze chimiche contaminanti nell’aria e nel latte. Nella biotecnologia vegetale Cuba dispone oggi di una rete nazionale di biofabbriche composta da 15 istallazioni con una capacità di produzione annua di 60 milioni di vitroplante ( in particolare canna da zucchero, patate, ananas, caffè, riso, agrumi) libere da virus e di migliore qualità genetica. Inoltre sono stati sviluppati sistemi integrali avanzati di diagnostica di piaghe e malattie delle piante e sono stati scoperti nuovi biofertilizzanti e biopesticidi il cui impiego conferisce all’agricoltura cubana un forte profilo ecologico e sostenibile. |
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Scienza,
Tecnologia e Ambiente Orfilio Pelaez La scienza cubana avanza fermamente nelle sue legittime aspirazioni di trasformarsi sempre più in una potente forza produttiva al servizio dello sviluppo del Paese, la protezione dell’ambiente e il benessere dei cittadini. Uno dei pilastri di questo promettente scenario è, senza dubbio, il CNIC (Centro Nazionale della Ricerca Scientifica) frutto di una delle più audaci decisioni prese dalla Rivoluzione nei suoi primi tempi quando aveva creato nel 1965 un’istituzione per formare i futuri uomini di scienza della nazione in condizioni economiche molto difficili. Così questo emblematico edificio appartenente oggi al Polo Scientifico dell’Est della capitale, si è convertito in una sorta di “cellula madre” perché dai suoi laboratori e le sue aule sono usciti migliaia di specialisti che avrebbero poi lavorato in numerose istituzioni di primo livello nate negli anni ’70, ’80 e ’90 del secolo scorso. Rivedere le note su quello che si è fatto nel 2003 avalla abbondantemente il lavoro svolto dal collettivo del centro nella generazione di nuovi farmaci, prodotti, equipaggiamenti, tecnologie e servizi con grande impatto sociale, scientifico ed economico. Il CNIC ha consegnato al sistema nazionale della salute più di 57 milioni di pastiglie dei prodotti naturali Policosanoe (PPG), Vasoactol e Abexol, relativamente al primo ha garantito, inoltre, l’introduzione nel mercato nazionale delle pastiglie da 10 e da 20 milligrammi. I suoi ricercatori hanno ottenuto a partire dalla canna da zucchero anche un nuovo medicamento denominato D 003, con indicatori superiori al PPG nella diminuzione dei livelli di colesterolo nel sangue, effetti antiossidanti e antiaggreganti delle placchette, che è stato accettato in oltre 25 Paesi compresi gli Stati Uniti. Un’altra novità la costituisce il prodotto D 004 che nelle prove realizzate dimostra di essere molto effettivo in modelli sperimentali di iperplasia prostatica benigna. Sempre nella linea dei prodotti naturali, nel 2003 sono state registrate le capsule di platano e anamù, che cominceranno a essere commercializzate quest’anno. Nel ramo dei biomateriali si è avuto l’introduzione della Hidroxiapatita corallina HAP 200 per la sua applicazione nei servizi di stomatologia, chirurgia maxilofacciale, ortopedia e oftalmologia.... secondo dati recenti, l’impiego di questo prodotto che è capace di riparare lesioni delle ossa e di correggere altri difetti ossei, rappresenta un risparmio di circa 5 milioni di dollari per sostituzione di importazioni. Nel campo della biotecnologia, il CNIC ha sviluppato una nuova generazione di ceppi candidati a vaccini vivi contro il colera, risultato trascendentale a livello internazionale che aumenta le probabilità di ottenere in un futuro non lontano un prodotto immunizzante efficace e sicuro contro questa malattia. Un altra linea di prodotti del CNIC, sono i macchinari e le tecnologie di punta, come per esempio i 25 Microdiramic già fabbricati per la diagnosi rapida di infezioni, particolarmente alle vie urinarie, e il Sistema Diralec, capace di fare il diagnostico microbiologico della qualità del latte. |
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Brevi di scienza tecnologia e ambienteDati dell’Istituto di Ecologia e sistematica del Ministero della scienza, Tecnologia e Ambiente indicano che i “manglares” (boschi di mangrovie) coprono il 4,8 % della superficie di Cuba, e per la loro estensione occupano il 9° posto nel mondo e il 1° nell’area dei Caraibi. Attualmente, e con l’appoggio di organismi internazionali, si eseguono nel Paese varie ricerche relazionate con lo stato di salute di questi importanti ecosistemi che oltre a servire come rifugio naturale di specie preziose, proteggono le coste dagli effetti dell’erosione e l’intrusione salina. I bacini idrici di interesse nazionale hanno conseguito nel 2003 una diminuzione della carica contaminante dell’8,36 % rispetto al 2002. Secondo il Ministero della Scienza, Tecnologia e Ambiente, i migliori risultati sono stati quelli del Bacino Guantánamo-Guaso e del Bacino Zaza che hanno diminuito la contaminazione del 16,7 del 13,8% rispettivamente. Una delle strategie del Paese, già in atto, per dare speciale attenzione al miglioramento della qualità ambientale di questi ecosistemi è la riforestazione delle rive dei fiumi. A Quivicán, provincia Habana, l’Istituto di Ricerca degli Ortaggi ha sviluppato una nuova varietà di Sorgo adatto al consumo umano e animale. Questo genotipo, denominato LD-24, ha tra i suoi vantaggi, un risparmio per sostituzione di importazioni di circa 100 dollari a tonnellata e non necessitando di prodotti chimici, contribuisce alla conservazione dell’Ambiente. Il grano ottenuto si può utilizzare nella confezione di dolci, confetture e pane, così come nella produzione di mangimi per diveri tipi di bestiame. |
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Poli scientifici, pilastri della biotecnologiada un articolo di Francis Norniella (Agenzia AIN per Cubasí) Frutto di questo impegno è la creazione del Sistema Nazionale di Scienza e Innovazione Tecnologica, che conta tra i suoi sostegni i poli scientifico-produttivi, integrati da più di 40 centri di ricerca e di servizio, oltre a imprese e università. Il primo di questi è stato il Polo del ovest della Habana (1991), con l'obiettivo di iniziare a introdurre la biotecnologia nella sfera della salute e della alimentazione, e allo stesso tempo apportare entrate in divisa al paese con prodotti competitivi. In questi centri lavorano più di 15.000 lavoratori
(il 60 per cento, donne), compresi circa 2.000 ricercatori e professori,
mentre più di un migliaio di giovani appartengono alla riserva
scientifica. Un grande successo della biotecnologia dell'isola è stato lo sviluppo e la produzione del primo vaccino sintetico al mondo contro il battere del Haemophilus Influenzae tipo b, che è una delle principali cause di mortalità al mondo in minori di cinque annie che si manifesta sotto forma di polmonite, meningite, sepsi e artrite reumatoide. L' alto prezzo del vaccino tradizionale lo ha reso inaccessibile per la grande maggioranza dei Paesi, al punto che nel mondo, sono protetti contro questo male appena il due per cento dei bambini a rischio. Il nuovo vaccino, di minor costo e prezzo, contribuirà a invertire questo deplorevole panorama, dato che Cuba è disposta a condividerlo col Terzo Mondo. Un'altra speranza per centinaia di milioni di persone
dei Paesi sottosviluppati, viene dalla ricerca sul vibro cholerae,
battere che causa la malattia diarroica acuta del colera, che contagia
annualmente tra cinque e sette milioni di esseri umani, di cui 120.000
muoiono. Un'altra promettente linea di lavoro è la sperimentazione
con vaccini contro vari tipi di cancro, priorità del Centro
de Inmunoensayo Molecular, che realizza 23 saggi clinici in
più di 18 ospedali, di sette Paesi. |
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