Pinar del Río

Capoluogo: Pinar del Río (1699)

È la provincia più occidentale di Cuba; terza per estensione (10925 km²) e settima per numero di abitanti (734.864).

Il territorio:
è caratterizzato dalla presenza della Cordillera di Guaniguanico, divisa in due Sierras: a est quella del Rosario e ad ovest quella de Los Organos.
La Sierra de Los Organos è costituita da rocce calcaree massive, dove i processi geologici hanno dato origine a una topografia notevole per i suoi contrasti: a costoni dirupati seguono seguono cime arrotondate, denominate “mogotes”, fertili valli come quello di Viñales famosa per le sue bellezze naturali e grandi caverne sotterranee come la Grande Caverna de Santo Tomás, una delle più grandi del continente americano.
Tra i golfi di Guadiana e di Cortés esiste la maggior area lacustre del Paese.

Baie naturali: Bahìa Honda 6,4 x 5,5 km           Cima più elevata: Pan de Guayabon m.692
Fiume più lungo: Cuyaguateje km 112                         Laguna: El Pesquero 8,9 km²
Lago artficiale più grande: La Juventud 105.000.000 m³


Riserve naturali:

- Guanahacabibes, 101.500 ha
A lto valore della flora e della fauna, tanto terrestre come marina. Si caratterizza per la presenza di un bosco frondoso sempre verde e per le paludi. Spiagge estese, pantani e mangrovie conformano il panorama di quest’area. Il clima è di tipo tropicale con un periodo secco.

- Sierra del Rosario, 25.000 ha
Creata nel 1985, fu la prima riserva della biosfera del paese. La regione è prevalentemente montagnosa e presenta quattro tipi di vegetazione: boschi tropicali umidi, alberi frondosi, boschi di pini e savane. Esistono circa 800 specie di vegetazione, abbondano le orchidee e altre piante endemiche, la fauna è formata da oltre 90 speci di uccelli, 16 anfibi e 33 rettili. Tra gli altri sono presenti il Tocororo (uccello nazionale), il Pajaro Carpintero (picchio) e il Zunzùn (colibrì).
Nella comunità Las Terrazas è in atto un progetto a favore dello Sviluppo Sostenibile.

Municipi della provincia Pinar del Rìo
Abitanti
Km²
Pinar del Rìo
156.190
684
Consolaciòn del Sur
79.824
1.125
San Cristobal
59.115
934
San Juan y Martìnez
47.062
411
Minas de Matahambre
35.067
837
Los Palacios
36.131
786
La Palma
32.422
623
San Luis
32.834
336
Bahìa Honda
43.776
798
Sandino
37.681
1.724
Guane
33.513
716
Mantua
25.020
895
Candelaria
17.048
299
Viñales
25.047
700


Un po' di storia:

I reperti più remoti della regione di Pinar del Río provano che 4000 anni fa era popolata da popolazioni, organizzate socialmente in comunità gentilizie, e che vivevano di pesca, agricoltura e caccia.
Con l’arrivo dei colonizzatori spagnoli nel XVI secolo, comincia il processo di sparizione dei suoi primitivi abitanti in forma non molto pacifica, a giudicare dalle evidenze trovate nei punti più inaccessibili della Cordillera de Guaniguanico, che denotano la presenza di indios “cimarrones” .
I colonialisti, sfruttando la mano d’opera degli schiavi, cominciano a sviluppare economicamente la regione di Vueltabajo a partire dal tabacco, il bestiame e i boschi all’ovest e lo zucchero all’est.

L’ansia di giustizia e di indipendenza della popolazione conduce, durante la Guerra de los diez años, a molti tentativi di sollevazione. Diciassetta anni più tardi, quando riinizia la guerra necessaria organizzata da José Martí, Vueltabajo è pronta ad unirsi alla lotta. Così, quando il Lugarteniente General Antonio Maceo, l’8 gennaio del 1896, al comando della sua Columna Invasora, penetra nella provincia, si erano già verificate diverse rivolte schiacciate dall’esercito spagnolo. In 15 giorni, Maceo arriva a Mantua, punto occidentale estremo dell’Isola. I reggimenti “pinareños” combattono in oltre 60 combattimenti fino alla fine della guerra.

Negli anni successivi lo spirito ribelle delle masse di Pinar del Río si mantiene di fronte allo sfruttamento delle classi dominanti alleate all’imperialismo nordamericano. Ai tempi della dittatura di Machado un fedele del tiranno gli scrive nel 1931: “questa capitale è un vero accampamento rivoluzionario... perchè in tutti gli uffici predomina la propaganda sovversiva e rivoluzionaria. Ambiente generale insostenibile”.

Dopo due decenni, il popolo cubano deve affrontare una nuova dittatura, anche a Pinar del Río si acuiscono le contraddizioni socioeconomiche della nazione: disoccupazione, miseria, fame. Il popolo di Pinar, fedele alla sua tradizione combattiva, partecipa attivamente alla lotta contro la tirannia.
L’esempio più importante sono le decine di giovani “pinareños” che si raccolgono attorno a Fidel Castro nel movimento che condusse l’assalto alle caserme Moncada e Céspedes il 26 luglio del 1953.