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Il
Festival Internazionale del nuovo cinema latinoamericano
Il 6 dicembre 2005 si inaugura all’Avana la
27ª edizione del Festival
Internazionale del Nuovo Cine Latinoamericano. Quest'anno,
l'iniziativa accoglie film di una dozzina di Paesi.
Fino ad oggi sono state selezionate una trentina di pellicole, oltre a 25 documentari
e 29 cartoni animati, delle circa 1300 opere inviate alla sezione ufficiale e
alle mostre programmate.
Il Brasile e l’Argentina sono i Paesi maggiormente rappresentati, seguiti
da Cuba e Messico.
Il Festival è stato fondato - ed è ancora
diretto - da Alfredo Guevara, che è stato studente
del Centro sperimentale di cinematografia a Roma e alunno di Cesare Zavattini.
Proprio Guevara è stato, di fatto, il fondatore del cinema cubano,
praticamente inesistente prima della rivoluzione del 1959 e istituzionalizzato
fin dai primissimi anni Sessanta nell'Istituto del cinema e dell'industria
cinematografica (Icaic).
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Appello a tutti i cineasti del mondo
Cubacinema.cu
11/XI/2005
Cineasti e amici di tutto il Mondo:
Cuba e La Habana, si preparano ad accoglierci in ciò che sarà,
dal 6 al 16 dicembre, la 27ª edizione
del Festival Internazionale del Nuovo Cinema Latinoamericano.
Il Festival, fondato nell’idea bolivariana e martiana, profezia
che oggi, con nuove forze, rinnova e sparge speranze più in là delle
frontiere della Nostra America, insiste in riunire cineasti, cinefili,
intellettuali, scientifici, politici e artisti coscienti del fatto che
un mondo migliore è possibile.
E principalmente è a voi,
cineasti dell’America Latina, che
ci rivolgiamo in questi giorni in cui, catastrofe dopo catastrofe, è
sempre più evidente che l’umanità corre sempre maggiori
pericoli e che è sempre
più urgente lavorare per salvare
il futuro del pianeta.
Non si tratta solo degli uragani e dei tifoni che, negli ultimi mesi
hanno investito, con inusitata forza questa parte dell’America,
le Antille, il Messico, gli Stati Uniti, il Centroamerica e che continuano
a devastare
grandi aree dell’Asia, isole e continenti, o delle inondazioni
che in ampie aree dell’Europa, sorprendono per la loro estensione
e intensità;
tutti questi processi naturali sempre più destruttivi hanno lasciato
al loro passaggio la perdita irreparabile di vite umane e danni materiali
quasi incalcolabili e a questo si sommano incendi forestali, che hanno
danneggiato particolarmente Spagna e Portogallo.
Allo stesso tempo e per altre ragioni cresce e cresce la desertificazione
in Africa impoverendo sempre più quel continente e quelle popolazioni
le cui sofferenze e ristrettezze non sembra abbiano un limite.
Tutto questo è un’indiscutibile
testimonianza che la rottura dell’ecosistema e i cambiamenti climatici
non sono sopportabili ed è la
stessa sopravvivenza dell’umanità ad essere in gioco. Il
Festival Internazionale del Nuovo Cinema Latinoamericano ha deciso per
questo
di impegnarsi attivamente; servirsi della presenza dei cineasti di
tutte
le regioni, e in particolare dell’America Latina, per fare un appello
all’opinione pubblica mondiale. Ci concentreremo in quest'occasione
sul fenomeno della desertificazione e della penuria d'acqua, che si intreccia
con la perdita della diversità biologica, e che riduce estesi
territori alla disperazione alla fame, alla povertà ed alla miseria,
con conseguenze che vanno dalla morte prematura all'emigrazioni di massa.
La
coscienza del mondo non può rimanere addormentata, deve essere
allertata incessantemente e chiamata a convertire la sua inquietudine
in azioni concrete.
La desertificazione non è un pericolo evidente, ma è un
processo concreto che riguarda la nostra esistenza: contribuire
a frenarlo e promuovere una mobilitazione internazionale è diventata
ormai un’urgenza imprescindibile. La nostra voce, che è immagine,
speriamo possa mobilitarsi per richiamare e allertare dirigendosi in
mille modi all’opinione pubblica internazionale
e alle organizzazioni internazionali, agli Stati, ai loro Governi,
alle ONG, alle personalità più influenti della cultura,
della scienza, della stampa.
L’Assemblea Generale delle Nazioni
Unite ha dichiarato l’anno
2006 come “Anno Internazionale dei Deserti e della Desertificazione”.
La freddezza delle cifre, anche quando sono prudenti ci obbligano
a riflettere: •
Più di un miliardo di
persone, in un centinaio di Paesi, sono minacciate dalla desertificazione
e, in modo diretto, una terza parte della superficie terrestre. •
Nessun Paese o regione del Mondo sfugge al processo di desertificazione:
il continente africano è colpito per due terzi della sua immensa
estensione. Gli Stati Uniti per un trenta per cento e, l’America
Latina e il Caribe, per una quarta parte del suo territorio. In Spagna
sono minacciate una quinta parte delle sue terre. Le tormente di sabbia
e la rapida crescita dei deserti in Cina hanno distrutto poco più di
settecento mila ettari di terre coltivate e milioni di ettari di pascoli
e boschi.
•
ci si aspetta che nei prossimi decenni più di sessanta milioni di
abitanti dell’Africa si vedano obbligati ad emigrare verso i territori
del Nord, per sopravvivere. Una delle ragioni che motiva l’aumento
dell’emigrazione latinoamericana verso il Nordamerica è, tra
le altre, la povertà che proviene dall’infertilità crescente
delle sue terre.
•
Stime, ugualmente prudenti, permettono di calcolare che buona parte dei
conflitti armati nel mondo hanno tra le loro cause problemi relazionati
con questa permanente, irresponsabile aggressione che soffre l’ambiente.
•
La degradazione delle terre è un processo continuo e continua sarà la
contaminazione di mari e fiumi del Pianeta.
Per questo, per la responsabilità a volte dimenticata, costituita
dal fatto stesso di abitare il Pianeta, per l'impegno inevitabile
che riponiamo noi cineasti
nel futuro dell’umanità tutta, il Festival Internazionale
del Nuovo Cinema Latinoamericano - in coordinamento
con la Convenzione delle Nazioni Unite di Lotta contro la Desertificazione
e la Siccità - convoca il Laboratorio Internazionale
sulla Desertificazione, che avrà luogo, a La Habana,
nel prossimo mese di dicembre nell'ambito delle sue molteplici attività
ed iniziative.
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