| Un
sensibile indicatore di salute, quello della mortalità
infantile, che mostra la protezione e l'attenzione esistente
in una società a favore della madre e del bambino,
colloca Cuba nuovamente nel 2004 tra i Paesi con minor indice
— 5,8 per mille nati vivi—,
il più basso di quelli registrati a Cuba in tutta
la sua storia.
Questo successo indiscutibile nella protezione del primo
dei diritti umani che è la salute, specialmente quelli
della madre e del bambino, lo ottiene un Paese assediato
e bloccato per più di quarant'anni dalla più
grande potenza del mondo che, d’altra parte, esibisce
una mortalità infantile del 7 per mille (dati UNICEF).
Cuba si trova tra i 36 Paesi del mondo che hanno gli indici
di mortalità infantile più bassi. Con un tasso
inferiore al 4 per mille si trovano Danimarca, Islanda,
Giappone, Norvegia, Singapore e Svezia.
L'indice di mortalità infantile, che include tutte
le morti di minori di un anno nella popolazione di nati
vivi durante 12 mesi, è un indicatore che permette
di offrire un'idea delle differenze economico-sociali esistenti
tra distinti Paesi e incluso in aree geografiche in uno
stesso Paese.
Dimostrazione della uguaglianza del sistema
sociale cubano sono gli indici similari che registrano le
14 province del Paese e il Municipio Speciale Isla de la
Juventud. Mentre Sancti Spíritus, la provincia che
ottiene il più basso indicatore, mostra 3,3, otto
si collocano al di sotto dell'indice nazionale.
Il numero di nascite durante il 2004 è sceso a 127.062,
per una diminuzione del 7% rispetto al 2003, e un totale
di 735 morti, come conseguenza fondamentalmente di malattie
perinatali, quelle che succedono nel bambino al momento
della nascita, il momento di maggior rischio per la vita,
e le malformazioni congenite.
Tutto ciò, in sintesi, mentre la pubblicazione dell'UNICEF
del 2005 avverte che per circa la metà dei 2 miliardi
di bambini e bambine che vivono nel mondo, l'infanzia è
cruda e brutalmente differente dall'ideale a cui tutti aspiriamo.
Dopo aver visto tutto ciò che la Rivoluzione fa per
l'infanzia non è casuale per i cubani che una commissione
di esperti della OMS/OPS, che ha visitato Cuba recentemente,
ha qualificato come "impressionante" la protezione
che offre la Rivoluzione all'infanzia e sottolinea, inoltre,
che il maggior tesoro su cui conta il Paese sono le risorse
umane qualificate, inserite in un sistema integrale di salute.
Come
è possibile che, un paese arretrato economicamente
e sottoposto a uno dei più lunghi e totali blocchi
economici della storia moderna, possa vantare un simile
dato in uno degli indicatori chiave del benessere della
popolazione di un paese?
La
risposta è nell'attenzione e nelle cure che ricevono
le gestanti dal momento del concepimento. Prima di compiere
la 14ª settimana di gestazione, il Medico della
Famiglia e l'ostetrico del Gruppo di Base
cominciano a offrire cure specializzate, in ambulatorio
e a domicilio.
Quando il periodo di gestazione si sviluppa in modo normale,
le gestanti ricevono dalle 10 alle 12 visite. Quando la
gestazione è a rischio, per diabete, ipertensione
o infezioni vaginali sono sottoposte a tutti i controlli
che si ritengono necessari.
Tra la 22° e la 24° settimana, a tutte le gestanti
viene effettuata una ecografia per la diagnosi prenatale
di anomalie congenite, una prova di alfafetoproteina per
la rilevazione di malattie del sistema nervoso centrale,
l’elettroforesi di emoglobina per la diagnosi prenatale
della sicklemia, sierologia e antigeno di superficie per
sapere se sono portatrici di epatite B.
Al momento della nascita, per controllare la possibile esistenza
di ipotiroidismo si realizza un analisi del sangue del cordone
ombelicale. Dai 5 ai 15 giorni dopo la nascita si realizzano
prove di fenilcetonuria, malattia del metabolismo che può
condurre anche al ritardo mentale se non si cura precocemente.
I bambini a Cuba, nascono con il diritto ad avere l'allattamento
materno esclusivo per sei mesi e, per legge, le madri godono
di licenza post-parto di un anno. I bambini ricevono mediamente
nel primo anno di vita, 25 controlli medici, mediante i
quali viene seguito da vicino lo sviluppo dell'infante.
In questo periodo vengono immunizzati contro 12 malattie:
forma grave della tubercolosi, haemophilus influenzae, epatite
B, difterite, pertosse, tetano, antimeningococcica B e C,
parotite, rosolia, morbillo e poliomelite.
Le
cure che si offrono alle gestanti, anche prima del concepimento,
con il programma anticoncezionale, e poi le cure prenatali
e durante il parto (praticamente tutte le donne partoriscono
in istituzioni del servizio sanitario nazionale) rendono
anche possibile un basso tasso di mortalità materna:
58 casi nel 2001 pari al 4,2 per 10.000. |